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Justin Bieber: l’incontro con Linda in una fan fiction – Storie di Fan

Ogni Belieber probabilmente ha immaginato il suo incontro con Justin Bieber. Oggi per Storie di Fan ti presentiamo la fan fiction di Linda. Tutto comincia a Natale, quando Linda riceve in regalo un viaggio per gli Stati Uniti. Tra amiche, genitori e parenti, per Linda ha inizio un sogno, che la porterà ad Atlanta. E le farà conoscere Justin Bieber. Questi sono i primi dieci capitoli di una storia di fantasia e Linda ci ha detto che ne sta scrivendo altri, ma immaginiamo come andrà a finire tra lei e Justin… Qui sotto trovi la storia, da stampare e leggere prima di addormentarti per sognare anche tu l’incontro con Justin Bieber.

CAPITOLO 1 Un Regalo Fantastico.
Era la notte del 24 dicembre 2009, mi trovavo con mio papà, mia nonna e mia zia davanti all’albero di Natale in attesa di aprire i regali. Il primo che aprii era il CD di Justin Bieber ed ero entusiasta,anche se avevo una copia a casa non dissi nulla. Sotto l’albero,era rimasta solo una busta, pensai fosse la solita busta di mance, invece,quando l’aprii,trovai due biglietti andata e ritorno per New York.
Fui veramente felice,ma anzichè pensare alla statua della Libertà, mi venne in mente subito Justin. La partenza era a marzo, quindici giorni da sfruttare al meglio. Dovevo organizzarmi.L’alloggio c’era già,andavamo a stare da mia cugina e da mia zia. Il giorno dopo, dissi a tutte le mie amiche del mio viaggio, e della mia speranza di incontrare Justin. Provarono a condividere con me il mio entusiasmo. Ma capii,che mi prendevano per pazza.

Mi venne la stupida idea di parlarne con i miei famigliari,mi fecero sentire ancora più pazza,dicendomi che New York è grande,che Justin non mi avrebbe mai
guardata perchè il Suo mondo è diverso dal mio,e tante altre cazzate. Non capirono NIENTE. Più loro facevano cosi, più il mio orgoglio cresceva, io non avevo la possibilià di incontrare Justin, io DOVEVO vederlo. Iniziai a prendere in mano l’atlante con mio fratello,l’unico che mi sosteneva, e mi aiutava a decidere l’itinerario da organizzare,visto che mio papà lasciava a me l’organizzazione. Uno spostamento sbagliato e non avrei visto Justin.

Nelle settimane successive, mi spostavo tra biblioteca e computer. Non riuscivo a organizzarmi. Avevo TROPPA paura di sbagliare. Decisi di chiamare mia cugina Francesca. Al secondo squillo mi rispose:”Pronto chi sei?” Non ha ancora capito che sul cellulare esce il nome xD,ma non avevo tempo di spiegarglielo. Allora
continuai: ”Ciao,sono Linda scemaa!”
”Aah,Ciao! xD stai bene?”
”No,non sto bene.Ho un problema e forse tu puoi aiutarmi.”
”Ok,d’accordo xD dimmi.”
”sai che mio papà mi ha regalato il viaggio per l’America..ma io..Non so come organizzarmi.Voglio
vedere Lui,Justin.Ma se sbaglio paese mi gioco tutto.Cavolo!”
”Ah,ho capito. Non so, girali tutti.”
Era stupida,ma mi toglieva un po’ di ansia.xD Continuai.
”Dai Fra,stai seria. Non so veramente dove sbattere la testa.”
”Non so,la finestra!”
Capii che dovevo fare un po’ l’ironica,con lei è cosi.
”Dopo che l’ho sbattuta contro la finestra,mi dici che cavolo devo fare??”
”Ok. Possiamo guardare su Twitter se ha dei concerti o spostamenti in quel periodo”
”Già fatto. Non c’è nessun concerto in quel periodo.. HELP ME!XD”
”Allora.. La vedo dura. Io,se fossi in te, andrei ad Atlanta, lui è li che abita. Vero?”
”Si, è di Atlanta..Ma che faccio? Mi metto fuori dal cancello di casa come un cane? xD”
”No, non come un cane. Stai fuori e poi aspetti,prima poi uscirà.”
” E se è in ferie?”
”In quel caso non lo vedi.”
”Franci,sto male davvero cavolo!”
”Ho capito, ma è molto difficile incontrarlo cosi. Anzi,quasi impossibile,non voglio farti rimanere male,però Linda,puoi capire anche te che è dura.”
Scoppiai in lacrime.
”Uffa,vabbe grazie,ciao.”
”Ciao.”
Dopo questa telefonata,ero ancora più triste,dovevo affrontare la realtà. Ma non ne avevo voglia. Mi arrivò un SMS,era ancora mia cugina.
”Io penso che la cosa sia molto difficile,ma penso anche che se ci credi veramente può accadere ese non accade,l’importante è provare. Quindi organizza il tuo viaggio ascoltando il tuo istinto,il tuo cuore,e fai dormire il cervello. Ti voglio bene,se hai bisogno chiamami.” Allora, in dieci minuti,mia cugina,mi ha ribaltato due volte. La prima,mi ha distrutto. La seconda, mi ha dato più carica, e quindi ripresi in mano ancora l’atlante.

CAPITOLO 2 QuestaNonCiVoleva.

Decisi di non organizzare io il viaggio,ma dissi a mio papà di decidere lui. Forse era meglio cosi. Ero troppo stressata in questo periodo. Cosi,la sera, feci i compiti per il giorno dopo per poi andare a dormire. Nel letto, mi feci un film mentale su me e Justin,il nostro incontro, la nostra prima chiacchierata,il nostro primo bacio,se ci sarebbe stato. Il problema era se andare ad Atlanta o a New York. Forse era meglio New York,perchè oltre ad essere una città molto bella e affascinante, ci sono molte star,dopo potrebbe esserci anche Lui,Justin.
Però era migliore Atlanta, perchè Justin abitava li,quindi ci sarebbero state più probabilità. Quindi optai per Atlanta. In fondo,deve essere una bella città, quindi un motivo in più per andarci.

L’altro problema è se ci sarebbe stato Justin a casa. Quindi, di concerti non ne aveva, però poteva essere in vacanza. Però per quello potevo pensarci le ultime settimane, su Twitter. Di sicuro avrebbe scritto se fosse andato in vacanza. Il terzo problema era l’incontro. Avrei incontrato Justin? Decisi di non pensarci e di dormire in santa pace. Prima,però,scoppiai a piangere. Volevo davvero che il mio sogno si realizzasse,ovvero vedere Lui. Cosi mi addormentai piangendo. La mattina, mi svegliai con gli occhi ancora gonfi. Ero davvero confusa. E oggi, dovevo lasciare per un po’ perdere i pensieri, perchè dovevo essere interrogata in storia. Decisi di mettere una camicia a quadrettoni nero e rossi, jeans stretti,all star bianche alte e con il mio solito cappellino della New York.

Andai a prendere la fermata del pullman. Aspettai che mi venisse a chiamare Jenny,la mia vicina di casa. Mi suonò, e con il mio solito ritardo scesi. Appena mi vide mi chiese subito:”Heii. Che hai?” e io:”Niente Jenny,non mi va di parlarne.”
e lei,un po’ offesa, rispose:”Ok. Se hai bisogno di me, io ci sono.” Feci un sorrisetto,che sembrava di sicuro fatto con la forza. Sul pullman entrò Martina, una mia cara amica. Forse con lei avrei potuto parlare, ma decisi di scacciare via quell’idea dalla testa. Arrivata a scuola,tutti i miei compagni mi dissero:” Sei pronta per essere interrogata?” io risposi con un secco ”si”. L’interrogazione andò bene,presi 7,ma nemmeno questo voto mi fece stare bene.
Le ore per fortuna passarono in fretta.

Arrivai a casa, con mia mamma che mi aspettava.
Appena entrata mi disse:” Ciao! come è andata scuola?”
” Bene.”
”Hai preso qualche brutto voto?”
”No,solo un sette in storia.”
”Ah! Brava!”
Me ne andai in camera ad metter via la cartella e accesi il cellulare.
Un messaggio,papà.
”Nini guarda che non si parte più a marzo,ma settimana prossima.
Mi dispiace di avertelo detto solo adesso, ma lo saputo stamattina.” Mi cadde dalle mani il cellulare,ero paralizzata.

CAPITOLO 3 OhMyBieber.
Non riuscì a muovere niente. Non so quanto tempo rimasi cosi,ma mia mamma venne in camera mia perchè era pronto il pranzo. Appena mi vide si spaventò a morte. Mia madre si preoccupa molto per me. ”ODDIO! LINDA LINDA! STAI BENE? CHE COS’HAI?”
”Niente mamma.Sono solo un po’ scossa, tutto qua.”
”Ma sei sicura di star bene? altrimenti ti posso dare qualcosa,per..”
”Mamma no. Non voglio nulla.”
”Ok,come vuoi” ancora un po’ preoccupata” vieni che è pronto,dai.”

Dopo aver finito di mangiare, andai subito su Twitter per vedere se Justin aveva qualche viaggio da fare. Per fortuna nulla. Poco dopo chiamai mio padre,rispondendomi subito:
”Ciao amur”
”Ciao,pà”
In tono disperato.
”Che hai?” mi disse.
”No,niente. So solo che sono agitata perchè mancavano 4 mesi alla partenza,mentre ora manca solo
una settimana cavolo!”
“Ma dai,stai calma, e non agitarti per queste cose.”
”Non agitarti per queste cose?! No papà,forse tu non hai capito. Cavolo,c’è in ballo Lui,Justin!”
“Ancora con questo Justin… BASTAA! Mi mandi in tilt la testa!”
” Senti papà,ci sentiamo più tardi,ok?”
” Si,ok,ciao.” Questa litigata mi fece stare ancora più male. Possibile che un minuto prima va tutto alla grande, e il un secondo dopo ti sembra che vada tutto peggio? Ecco,sta cosa stava capitando a me.Rimasi tutto il giorno al computer, aspettando l’arrivo di Justin su twitter. Di solito al sabato sto sveglia fino alle 3 del mattino per aspettarlo. Ed erano solo le 9 di sera. Sembra che il tempo non passi mai. Chiamai mio papà,nella speranza che non si sia troppo offeso. Mi rispose subito. “Ciao nini” La sua voce mi sembrava spenta,non era allegra come al solito. “Ciao papà.Scusa per oggi non volevo offenderti. è che se mi parli di Justin, io esco fuori di testa.”

Lui mi capiva sempre. “Non preoccuparti,nini. Anche io a volte dovrei cercare di capirti. Alla fine,sei una quattordicenne innamorata di Justin Bieber,che vuoi che sia?” Risi e gli dissi che andavo a letto,dicendogli come sempre” Ti voglio bene, pà.” Verso le due e mezza(stasera non me ne fregava se il giorno dopo c’era scuola), scrissi come al solito a Justin “Follow Me,please ):” senza,come sempre, ricevere risposta. E io soffrivo. Spesso mia mamma mi chiedeva se non vedevo più le amiche. E la risposta cambiava sempre:” Non ho voglia di uscire” oppure”c’è Justin su Twitter.” Ad un certo punto,mentre stavo uscendo da Twitter, un follower. ”justinbieber desidera seguirti.” OhMyBieber. Justin Bieber Mi Followa.


CAPITOLO 4 Il Fato.

Non ci posso credere. è da mesi che aspettavo questo momento. Justin Bieber. JB. JEìBì. Jus. Cavolo, non mi sembra vero. E un’idea mi travolse la testa. Posso scrivere un messaggio a Justin e chiedergli se quando andavo ad Atlanta lui era in casa. Ma lasciai perdere. Sono sicura che non mi avrebbe risposto. Quindi, decisi ti lasciare tutto al destino. Solo lui sapeva se io avrei incontrato Justin o no. Alla fine,solo il Fato sapeva come sarebbe finito tutto. Lasciai perdere questo pensiero,anche se mi scombussolò per tutto il giorno. Oggi,non volevo stare tutto il giorno al computer, volevo fare qualcosa di diverso. Cosi chiamai la mia amica Ely,la mia zeme,per andare al centro commerciale.
“Zemee!”
“Ciao zeme! Come stai?”
“Male. Ho bisogno di parlarti. Oggi vieni al centro commerciale con me? Almeno ti spiegho tutto.”
“Mm..Ok. A che ora?”
“Va bene per le tre?”
“Ok! A dopo zeme!” e attaccai. Avevo bisogno di sfogarmi.

Non sapevo che mettermi. Decisi di mettermi una felpona dell’Adidas,jeans stretti, le nike alte bianche e rosse ed infine il cappellino della New York. Andai alla fermata del pullman,ad aspettare Elisa. Arrivò puntualmente,come al solito,e gli pareva strano che io fossi arrivata puntualmente.
“Ehi Ely!”
“Ciao Lìì!Adesso mi spieghi che hai. Non mi piace vederti soffrire.”
“Allora..tutto è cominciato 3 settimane fa quando..”
e gli spiegai tutto. Alla fine mi disse che secondo lei avrei potuto incontrare Justin,però era dura. Poi le dissi anche che Justin mi seguiva su Twitter, ed era rimasta senza parole. Mi disse ” FINALMENTE!”. Dopo aver fatto un po’ di sano shopping, andai a casa.

Dovevo preparare la valigia. Riposi un po’ di vestiti, ma c’erano soprattutto molte foto di Jus, il suo CD,cellulare, macchina fotografica, quadernino per l’autografo. Poi misi in un beauty case lo spazzolino e robe varie. La valigia era pronta. Cosi,feci i compiti e poi andai a mangiare. Con mia mamma e mio fratello parlammo di Atlanta,e mia mamma mi fece il solito discorsetto,del tipo” Stai attenta” e “Fai la brava.” Ad un certo punto sentii che io ero felice di andare. Anche perchè, è il mio sogno di quando ero in quarta elementare di andare in America.

CAPITOLO 5 YeeahMan!(:
Andai su Twitter. Stavolta non volevo andare letto tardi. Justin,Justin,Justin. Più pensavo a Lui,più mi veniva da piangere. Andai a letto, e come sempre,pregai. Poi appena toccai il cuscino,mi addormentai. La mattina,mi svegliai in ritardo,alle 10. Quindi dissi a mia mamma che non andavo a scuola perchè ero rimasta a letto,però lei mi rispose con un “ok” arrabbiato. Lasciai perdere la sua reazione. Era giovedì, dovevo partire il lunedi. Stasera dovevo andare da mio papà. Portai su direttamente la valigia, almeno non dovevo portarla il giorno prima. Naturalmente da mio papà portai il computer, almeno potevo salire su Twitter e Facebook.
Su Fb chattai con la mia amica Siska,che da un anno abitava ad Atlanta.
“Ciao Lìì!”
“Ciao Siskaa!”
“Come stai?!”
“Bene te?”
“Eh non tanto bene.. Sai che vengo ad Atlanta quest’anno?!”
“Oddio! Dobbiamo incontrarci allora!”
“Si cavolo! Magari appena arrivata potrei venire a trovarti!”
“Ma certo! ti aspetto dai!”
“Siskaa devo andare ora! Ciao notte ti voglio tanto bene!”
“Anche io!” e mi disconnetti da Facebook. Non avevo davvero voglia di computer questa sera. Forse perchè mi faceva stare male. So però che ero agitata.

Il venerdi mattina,arrivai a scuola puntualmente. Oggi era la giornata più pesante di tutte. Speravo solo di non essere interrogata in geometria. Le ore,stranamente,passavano in fretta. Raccontai ai miei amici del mio viaggio, con i loro commenti del tipo ” che culo” o “fortunata te.” Ma alla fine non mi sentivo affatto fortunata. Certo,non è da tutti andare in america,ma insomma,andavo la solo per Justin io. A fine scuola presi il pullman come al solito. Volevo cambiare aria, non mi piaceva stare ad Albino. Era una città bruttissima,banale e soprattutto piccola. Io preferivo le grandi città, le metropoli. Arrivata a casa, mia mamma mi chiese le solite cose come “come è andata scuola?” o “Hai preso
brutti voti?” Andai su Twitter,sul profilo di Justin.
” Next week i stay at home with my mum. LoL!”(Settimana sto a casa con mia mamma.LoL!) E in quel momento,rabbrividii di gioia.

CAPITOLO 6 Atlanta Ci Aspetta.
Il sabato passò veloce. Era il giorno meno pesante. La sera,misi il pc in un sacchetto e andai da mio papà. Dopo aver salutato mia mamma e mio fratello,le dissi che ci saremmo riviste fra 15 giorni. Ero abbastanza agitata,meno un giorno e sarei partita. La sera uscii con mia zia a mangiare il gelato,e gli raccontai del mio problema. “Io la penso come la Fra.E poi,vada come vada. Se non lo vedi,significa che non era il tuo momento.

Lascia fare al destino.” Ancora questo destino. Ormai faceva parte di ogni mio pensiero. Forse dovevo pensarla cosi. Lascia fare al Fato. La domenica passò veloce. Al mattino dovevo svegliarmi alle 3 di notte, perchè alle sei sarei partita. Adesso ero molto agitata. Andai a letto alle nove, almeno mi svegliavo subito alle tre. Non riusci a dormire. Pensavo alle cose che potevano accadere,che magari non si avvereranno mai. Per fortuna all’una mi addormentai. Alle tre sentii mio papà sussurrarmi ” Nini,svegliati,Atlanta ci aspetta.”

CAPITOLO 7 “Benvenuta Lìì!”
Mi alzai subito. Misi jeans e felpa,con le adidas colorate e il mio cappellino della New York(che ormai c’è sempre! xD) Mi guardai allo specchio. Mi vedevo brutta. Avevo il naso a patata,che non andava bene con la mia bocca carnosa. La fronte era troppo bassa e le occhiaie si vedevano. L’unica cosa che mi piaceva erano gli occhi. Mi dicono sempre che sono grandi ed espressivi. Non era il colore,ma la forma dell’occhio.

Decisi di lasciar perdere questi pensieri e mi diressi verso la macchina. Misi nel baule la mia valigia e quella di mio papà,tutte e due abbastanza piene. Diedi un bacio sulla fronte a mia nonna. Ora era l’ora di partire. In macchina ascoltai per tutto il viaggio Justin. Avevo paura di prendere l’aereo. Ma per Justin avrei fatto di tutto. Andammo al check-in, per poi alle sei partire. Il viaggio è stato abbastanza noioso, undici ore sull’aereo senza fare nulla. Non riuscivo nemmeno a dormire. Poi appena scesi dall’aereo, andammo a prendere le valigie,cosi potevamo andare a prendere il taxi. Appena saliti, il signore ci chiese dove dovevamo andare e noi risposimo la via scritta sul foglietto. Per prima cosa,andammo da Siska, la mia cara amica. Stavamo per dirigerci, quando sul taxi,vedemmo su un grattacielo la scritta “Justin Bieber” con la sua foto. Sentii come un pugnale allo stomaco trafiggermi. Atlanta era bella, forse di più di come me l’aspettavo. C’era di tutto: negozi di CD, negozi d’abbigliamento, McDonald’s,ecc.. Insomma,per me questo sarebbe stato il tipo ideale di vita. Il tassista ci disse che eravamo arrivati, cosi mio padre gli diede 10 dollari. Appena arrivata alla casa di siska, una grande villa, lei uscii subito dicendomi:
“Benvenuta Lì!”

CAPITOLO 8 JustinRespiravaLaMiaAria.
“Heii!Come stai?!”
“Benissimo te?”
“Molto bene,grazie.” E gli feci un dolce sorriso.
“Entra in casa, dai!”
Mio papà mi disse che intanto andava a casa di mia zia, trasferita li da poco.
La casa della mia amica era arredata magnificamente. Appena entrata c’erano i muri color pesca, con un pianoforte di legno,e un attaccapanni. Poi,dopo l’ingresso, c’era un salotto,con un grande divano color sabbia,fatto di canapa. Davanti c’era un tavolino basso con una tele. I muri erano di un rosso acceso,e sopra attaccati, c’erano molti quadri. Sempre nel salotto,c’era un camino. Tutti i pavimenti erano in parquet. La cucina era semplice ma elegante. C’era anche un tavolo per mangiare. Al piano di sopra,c’era un bagno e tre camere; una era quella di Siska,un’altra dei suoi zii e l’altra per gli ospiti. Tutto l’insieme era stupendo.
Le dissi: “Cavolo,che bella casa che hai!”
“Grazie! Ma non è tutto.Vieni di fuori.” Infatti,nel giardino,c’era una mega piscina con le mattonelle color oro e bronzo. L’effetto con il sole era magnifico.
“Oddio. è stupenda questa casa!”
“Ehssi. Devi vedere quella di Justin!” Un’altra pugnalata al cuore.
“Si?com’è?”
“Beh, la puoi vedere! è la casa qui vicino!” E il mio cuore si bloccò. Justin respirava la mia aria.

CAPITOLO 9 Justin.
“C-c-come? J-Justin abita qua?”
“Si.. Ma adesso stai calma!Sembra che hai avuto un infarto!”
“Eh beh,mancava poco”
E Siska si mise a ridere. Gli chiesi:
“Sai se adesso Justin è a casa?”
“Mm.. Non penso.. Di solito torna di sera.”
“Ah. Allora vorrà dire che sarò li fuori sera.”
“Ma sei pazza?!BigMan ti caccerà di sicuro.”
“Vabbè. Ma io devo vedere Justin. Anche per un secondo.”
Cosi,bevemmo qualcosa e poi salutai Siska e gli dissi che ci vedevamo il giorno dopo.
Andai alla casa di Justin. Le luci erano accese. Il cuore batteva forte. Vidi dalla finestra un ragazzo che sbirciava dalle tende. Justin. Il mio cuore martellava. Ad un certo punto la Sua porta di casa si apri,
“Hei girl!”. Oddio. Stavo per cadere a terra.
“J-Justin?”
“Yes girl! What’s your name?”
“L-L..”
“Linda?”
“Yes,my name is Linda.”
Feci un grande sorriso e poi arrossii. Anche lui mi sorrise.
“How old are you?”
“I’m 14 years old.”
“Oh. You are so beautiful.”
Stavo per svenire. Lui. Mi. Ha. Detto. Che.Ero. Bella. OhMyBieber.
“T-T-Thanks J-Justin. You are very very handsome.”
Lui rise. Forse ne aveva sentite tante di ragazze che gli dicono cosi.
“..Ehm..J-Justin..”
Lui mi bloccò e mi chiese: “Would you like to come with me to the photographer?”
“Oh my gosh. Sure!” Lui rise per la mia esclamazione.
Amavo quando rideva, era cosi bello.
“Come on!” Mi fece segno di entrare sulla sua Range Rover. Solo con lui. Mi stavo prendendo giù. Amavo com’era vestito. Aveva una maglietta nera,pantaloni lunghi stretti,supra viola e cappellino della LA girato all’indietro. Io ero vestita malissimo. Una tuta, che aveva i pantaloni stretti ossi con le mie preziosissime nike. E come sempre avevo il cappellino della New York. Ad un certo punto una chiamata.Papà.


CAPITOLO 10 “Justin,I don’t care if i suffer,one day.”

Risposi.
“Pronto?”
“Dove sei?”
“Con Justin,papà.”
“Si, e io sto con gli ufo.”
“Ma ti giuro papà! Se vuoi te lo passo!”
“Dai,passamelo.”
Feci cenno a Justin di prendere il telefono. Rispose.
“Hello?”
“Sei Justin Bieber?”
Lui,avendo un po’ capito rispose
“Yes.”
“Ah scusa. Mi passi mia figlia?”
Non penso che Lui abbia capito,infatti con una faccia indecifrabile, mi passo il telefono,poi rise.
“Pronto?”
“Alle 10 a casa.”
“Ok papà, a dopo.”
Per un po’ di minuti stettimo in silenzio,poi lui inizio a parlare.
“Is he your dad?”
“Yes.Sorry for him. He doesn’t believe that i stay with you.”
“Oh,i believe. ”
E rise.
“Why you are smile?”
“Nothing. HAHA!”
Continuava a ridere.
“I love when you smile.”
Lui arrossii.
Non disse più nulla. Fino all’arrivo,non parlò più. Ero un po’ dispiaciuta,perchè magari non aveva gradito il complimento.
“Sorry for before.I-I..”
“Girl. I love when you are worried.”
Arrossii. Entrammo in quell’edificio. Justin fece un po’ di foto, e poi se ne andò quasi subito. Forse avrà fame,pensai. Salimmo in macchina. Non aprii bocca, perchè sinceramente non sapevo che dire. Dissi di lasciarmi a casa di mia zia e mia cugina Alex, ma non avevo voglia di tornare. Volevo stare con lui.

Arrivati,gli dissi: “I want stay with you,Justin.”
“Me too.But.. My world is different than your world”
“Oh. I understand.”
“I fear you suffer one day.”
“Justin.I don’t care if i suffer,one day. I want stay with you.”
“sure?”
“Yes,Justin.”
“Mm. Ok. So.. tonight do you want to come to dinner with me?”
“Oh.. yes!”
“Good!And..i step to take at eight,okay?”
“Okay.”
“Bye”. E mi fece un sorrisino dolce. Quanto era tenero. ODDIO. CHE MI METTEVO STASERA?!

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TESTI E TRADUZIONI © RIPRODUZIONE RISERVATA

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