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Justin Bieber: la fan fiction di Lucrezia ci racconta un incontro speciale – Storie di Fan

Incontrare Justin Bieber? Never say never, ma per il momento il 99% delle Belieber si deve accontentare di sognare. Lucrezia ha immaginato il suo incontro con Justin Bieber e qui sotto per Storie di Fan puoi leggere la sua storia…

Cap 1
Mi affacciai al balcone della mia camera d’albergo, riuscivo a vedere la luna, era talmente grande e bella che mi stupii di non averle mai dedicato l’attenzione che meritava… Incominciai a pensare a questa vacanza con la classe della prima superiore, in Canada, ad Atlanta, folle vero?

Non so come sia riuscita a convincere i miei genitori a stare un mese fuori di casa, ma in qualche modo ce l’ho fatta…l’albergo era collegato alla casa di Justin da una enorme stanza con piscina, ristorante, gelateria, biblioteca…ma forse voi vi sarete soffermati sulla parola Justin non è vero?…è proprio così l’albergo era accanto alla casa di Justin. La casa di Justin Bieber. Mi piaceva molto quel ragazzo, mi piaceva tutto quello che faceva, come cantava, come solo con gli occhi ti descriveva un mondo…sarebbe stato bello incontrarlo, ma lui non c’era. Era a girare il mondo.E allora eccomi qui affacciata al balcone della mia camera, a pensare…

I lunghi capelli castani mi cadevano in dei dolci boccoli sulla schiena, gli occhi verdi-marroni scrutavano attentamente la luna, le labbra piene e rosse intonavano una vecchia canzone…Mi accorsi di quanto fosse tardi e andai a dormire…forse non dovevo perdere le speranze, forse un giorno avrei incontrato il mio principe azzurro…adesso però sapevo che non sarebbe mai stato Justin… 

Cap 2
Mi svegliai presto quella mattina, ancora stordita dal sonno indossai i jeans lunghi, anche se era estate, perché per le lezioni di inglese del mattino bisognava vestirsi per bene, e una maglia con lo scollo a v blu, il mio colore preferito…per finire converse e via verso l’aula…salutai le mie migliori amiche, Erika e Matilde, loro facevano rispettivamente il classico e il linguistico, io invece facevo lo scientifico.

In quella gita-vacanza aperta a tutte le classi ero con loro, e questo è l’importante… Mi avvicinai e dissi loro:“come va beliebers???” Ery:“tengo a precisare che io non sono fan di quel bambino!!!” Maty:”tengo a precisare che invece io e la Lucry lo siamo!!!” Io:”già e poi non è un bambino…smettila di essere così haters…può non piacerti, ma non criticarlo!!!” Ery:”giusto dimenticavo che se non la smetto voi mi uccidete!!!” Io:”brava hai capito…e nella tomba ci scriviamo:la grande fan di justin” Ery:”ok. Allora devo proprio smettere…”Maty:” brava che è meglio…”

Dopo la lezione  andai nella stanza in comune con Juss, entrai in biblioteca, sfogliai qualche libro qua e là, quando ad un tratto qualcosa mi fece cadere…sussurrai un ahi, e fu allora che mi accorsi che a farmi cadere non era stato qualcosa, ma qualcuno…Justin Bieber. Juss:”I’m so sorry” Io:”don’t worry. It’s ok” Come potevo dirgli che in realtà mi faceva tanto male? Juss:”are you italian?” Io:”yes.Why?” Juss:”perchè ho studiato l’italiano, insieme a altre lingue…io sono…” Io:”so come ti chiami…ascolto le tue canzoni…”

Non volevo dirgli che ero una sua grande fan, così la buttai sul vago…diceva sempre alle fan di stare calme… La ferita incominciò a pulsare…faceva davvero male: si estendeva sul mio braccio destro pronta a dilatarsi…il sangue cominciava a colare…mi nascosi il braccio dietro la schiena, non volevo lo vedesse… Juss:”sai mi piacerebbe rivederti…sei libera domani…?” esitò a chiedermelo, come se temesse la mia risposta…Mi aveva invitato a uscire e io ero lì impalata a guardare i suoi capelli, i suoi occhi, il suo non smettere mai di sorridere… Poi mi accorsi che non avevo ancora risposto alla domanda, così accennai un sì con la testa… Mi rivolse un largo sorriso e se ne andò, ma prima di allontanarsi del tutto mi chiese come mi chiamavo, io gli risposi Lucrezia, e poi andò via … Mi guardai la ferita:era ancora lì, col sangue che colava lentamente, come se non avesse fretta…

Cap 3
Mi affrettai a prepararmi per il grande incontro, così indossai dei jeans corti e una maglia senza maniche viola ( così, a caso… J ),infine converse bianche.I capelli li lasciai al vento, sognando che Justin, un giorno, li toccasse…

All’improvviso il cellulare vibrò e un messaggio da un numero sconosciuto apparve sullo schermo:ehi sono Justin, ti ricordi di me? Ieri ero così preso da te che mi sono dimenticato di dirti dove ci incontreremo…facciamo al parco! <3 Ps. Ho avuto il tuo numero dalla tua amica Matilde, è molto gentile, tremava un po’… La mia vita si può dire che è iniziata e finita in sole 24 ore…. Avevo un’ora di tempo, dovevo assolutamente parlare con le mie amiche…una passata di lucidalabbra e via. Durante la strada mi accorsi che ero proprio stata sciocca a non chiedergli il numero…ma questo non lo fanno i ragazzi?!

Riuscii a trovare la Maty e l’Ery e incominciammo a parlare tutte così velocemente, che in quel momento chi ci osservava ci avrà prese sicuramente per matte… Io:”come l’hai incontrato? Cosa ti ha detto?” Maty:”L’HO INCONTRATO!!!” Ery:”chi?? Ragazze di cosa state parlando?” Io:”Justin Bieber” Ery:”ah…e dimmi per caso aveva il biberon in mano?” Maty:”sì per tirarti il latte in testa a te!” Io:”non c’è tempo per le battute, cosa ti ha detto?” Maty:”l’ho incontrato per caso, ti stavo cercando, e me lo sono trovato accanto, ha sentito che ti chiamavo e mi ha chiesto il tuo numero, sai…tremavo” Io:”già me lo ha detto…ora devo andare altrimenti rischio di arrivare tardi…” Maty:”ti ha detto che tremavo?! Ha parlato di me…SONO MORTA! In senso buono si intende…”Ery:”e….vado via…vi lascio ai vostri urli strampalati…raccontami tutto…anzi no, non farlo…” Io:”so much funny… augurami “in bocca al lupo” maty”Maty:”non ne hai bisogno belieber!” Mi avviai così al parco, per passare il pomeriggio più bello della mia vita…

Cap 4
Arrivai al parco, e lo trovai lì, seduto su una panchina, con l’aria sognante, guardava il cielo, come se lo vedesse per la prima volta…Indossava una t-shirt bianca con lo scollo a v, jeans scuri e le sue solite supra bianche…Una sola parola poteva descriverlo in quel momento:angelico. Semplicemente angelico.Mi avviai verso di lui e esclamai:”scusa per il ritardo”Juss:”non preoccuparti, l’attesa ha reso questo momento ancora più bello…”Mi rivolse un dolce sorriso…avrei voluto avere un telecomando per stoppare quell’attimo, e immortalarlo. Per sempre.

Juss:”ti va di fare una passeggiata?”Io:”certo…”Juss:” non so niente di te, vorrei sapere tutto…” Io:”tutto ci vorrebbe una vita”Juss:”beh sono qui apposta…”Io:”ok…sono nata in una fredda notte d’inverno, mia madre si trovava in ospedale e…”Scoppiò a ridere e io gli chiesi:” perché ridi, sono nata in ospedale, che c’è di male?” Rispose ancora con le lacrime agli occhi: ”niente, è soltanto che non incontravo una come te da tanto tempo…bella e simpatica…”Non so se diventai rossa o quant’altro, ma quello che sapevo per certo era che il mio cuore stava battendo all’impazzata….

Accennai un sorriso e continuai:”adesso senza scherzi… sono qui per una vacanza studio di un mese, sono italiana, vengo da Firenze, ho 14 anni e sto vivendo il momento più bello della mia vita…che ne dici, può bastare?”Non so se lo fece per me o per il caldo, ma arrossì…e disse:”non sei mai venuta a un mio concerto, vero?”Io:”no, come fai a saperlo?”Juss:”ti avrei notata fra tante”A quel punto ero certa che sarei morta d’infarto!Risposi:”nessuno era mai stato così dolce con me”Juss:”è inevitabile non esserlo”Sorrise ancora, e io con lui, poi il mio cellulare squillò e rovinò l’incanto…Io:”scusa, devo rispondere…”Juss:”saprò aspettarti” e mi fece l’occhiolino…

Gli rivolsi un dolce sguardo e risposi al telefono:era la Maty.Io:”che succede?”Maty:”lo so che ti disturbo, ma fra poco scatta il coprifuoco. Devi tornare.”Io:”grazie me l’ero dimenticato. A dopo.”Riattaccai e Justin mi rivolse uno sguardo triste:”è successo qualcosa?”Io:”devo andarmene, mi scatta il coprifuoco, anche se è l’ultima cosa che vorrei fare…”Juss:”ti prego resta ancora un po’, altrimenti non riuscirò a dormire stanotte”. Mi rattristai anche io e gli dissi:”dispiace tanto anche me, devo proprio andare, ma possiamo rivederci, no?” Juss:”come potrei dirti di no”E mi sorrise ancora una volta, non lo avrei mai dimenticato:lui e i suoi teneri occhi marroni. Feci per andare via, quando la sua mano mi afferrò il braccio, le sue labbra mi diedero un bacio sulla guancia, e le sue braccia mi strinsero forte. Fu talmente dolce e tenero.

TESTI E TRADUZIONI © RIPRODUZIONE RISERVATA

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