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Storie di Fan: Maybe – Cap. 3

Capitolo 3

Secondo giorno d’estate.
Questa volta non era stata la sveglia a svegliarla, ma il rumore della pioggia.
Il ticchettio della pioggia che cade per terra, il ticchettio della pioggia che picchia sui vetri, il ticchettio di un’intensissima pioggia d’estate.
A lei piace la pioggia, eccome se le piace. Le mette allegria, al contrario di praticamente tutte le altre persone del mondo, lei starebbe ore e ore a guardarla scendere, le piace anche l’odore che c’è quando è appena piovuto.

Erano circa le 10, lei aprì la finestra, accese l’ipod e sulle note di “Enchanted” di Taylor Swift guardò quasi ipnotizzata la pioggia, scendere sulle strade, bagnare ogni cosa e anche qualche persona che cercava di avventurasi senza ombrello.
Nel momento esatto in cui risuonò nell’aria con la dolcissima voce della sua cantante preferita “I was enchanted to meet you” vibrò il cellulare sul comodino. Questo la fece sobbalzare perchè era tutta concentrata sui suoi pensieri, le era arrivato un messaggio, era di lui, questo diceva:
“Volevo portarti al mare, ma se non te ne sei accorta, piove! Quindi ho un programma alternativo: per oggi fatti trovare pronta per l’una, passo io da te!! <3”
Mentre lo leggeva aveva uno stupido sorriso stampato in faccia e il cuore le batteva a mille, possibile che si fosse dimenticata che quel giorno dovevano passarlo insieme? Poteva valere come primo appuntamento?

Corse a aprire l’armadio, lo fissò per cinque minuti senza trovare niente da mettersi ok – si disse – ci deve essere pure qualcosa di perfetto per oggi.
Selezionò praticamente tutti i vestiti, le maglie e i jeans per un po’ di tempo, ma senza trovare una soluzione.
Alla fine decise per quel vecchio paio di jeans della Lee, erano i suoi pantaloni preferiti, per lei erano sempre perfetti, abbinati a una maglia rossa tendente al fuksia con una stampa e uno spacco sulla schiena e la sua felpa nuova, verde, della Converse. Poi corse a pettinarsi, ma come al solito non c’era niente da fare, i suoi capelli ricci non sarebbero mai stati in ordine, decise di truccarsi solo con un po’ di matita nera, non voleva esagerare e sembrare quelle-tipe-con-tanta-matita-che-sembrano-dei-panda, pensava non le donasse, anzi, che non donasse proprio a nessuno. Poi si mise gli orecchini pendenti a stella argentati e il braccialetto sottile lilla che le aveva regalato lui e finalmente era pronta!

Cinque minuti dopo qualcuno suonò alla porta, lei corse ad aprire e lo abbracciò, le era mancato così tanto durante quei due giorni e non era passato un solo momento in cui non aveva pensato a lui. Era ancora più bello di quanto ricordava: era alto, con i capelli castano chiaro tendenti al biondo e aveva degli occhi marroni che su qualunque altro ragazzo di diciassette anni potevano essere insignificanti, ma su di lui erano perfetti.
-Wow, non sapevo di esserti mancato così tanto- disse lui ironicamente abbozzando un sorriso
-Scemo lo sai che mi sei mancato tantissimo e sono passati solo due giorni, ma se vuoi non ti abbraccio più- rispose lei incrociando le braccia sul petto e facendo l’offesa.
-Nono non ho detto questo, puoi abbracciarmi tutte le volte che vuoi- le spostò una ciocca di capelli lasciandole scoperto l’orecchio e le sussurrò -mi sei mancata anche tu, non immagini quanto.-
Lei rise e questa volta lo baciò, sperava con quel bacio di fargli capire quanto gli era mancato, quanto era contenta che lui fosse lì con lei e quanto voleva che fosse per sempre.
– Allora sei pronta per partire?-
– Direi di si, ma dove andiamo?-
– Sorpresa!- lui sorrise.
– Se non lo sapevi, io odio un po’ le sorprese…Ma penso che per questa volta farò un’eccezione-
– Va bene, andiamo che ha smesso di piovere e speriamo di arrivare prima che ricominci-
-ok- disse lei- ma è un peccato, io adoro la pioggia-
– Davvero? Adesso andiamo, Jeje, o vuoi fare tardi?-
– Andiamo!!- urlò lei

Salirono sulla sua moto, oddio quanto le piaceva stare abbracciata a lui.
– Siamo quasi arrivati?- chiese lei tentando di indovinare dov’erano diretti.
– Quasi- rispose lui
– Ma ci siamo già andati?-
– Insieme no, ma ci sarai sicuramente già stata.-
– Daiii me lo dici? Ti prego…-
– No, siamo quasi arrivati…-

Parcheggiò davanti a un museo, non l’aveva mai visto, era una piccola costruzione con poche finestre quasi nascosta tra alti palazzi.
– Un museo?- chiese lei stupita, anche se non capiva perchè fra tutti i posti lui l’ha portata proprio lì.
– Delusa?-
– No, solo stupita, non sapevo amassi tanto l’arte, ma piace tanto anche a me- al pronunciare di questa frase il volto di lui si illuminò come se non avesse mai sentito una frase più bella.
– Beh invece è una delle mie grandi passioni, ma tu mi piaci di più- questa volta si illuminò il viso di lei lo prese per mano e gli disse- Entriamo?-
– Entriamo!-

To Be Continued…

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TESTI E TRADUZIONI © RIPRODUZIONE RISERVATA

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