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Storie di Fan: Maybe – Cap. 8

Capitolo 8

La sua mente stava facendo un sacco di ragionamenti contorti chi poteva mai essere? I suoi genitori? No, non sarebbero dovuti tornare prima della settimana prossima. Sbirciò dalla tenda: era sua nonna -l’avranno di certo mandata a controllarmi- pensò mentre buttava vestiti e tutto ciò che era possibile sotto il letto.
– Merda! Andrea alzati, dammi una mano a riordinare e poi vai dentro alla doccia in bagno lì non ti vede nessuno- gli urlò lei con tono preoccupato mentre rispondeva al citofono – Si nonna arrivo, un minuto perchè sto finendo una cosa importante-
– Oddio tua nonna? Cosa ci fa lei qui! – rispose lui scattando in piedi urlando a sua volta.
– Non lo so, non ne ho idea. Che casino!-
– Evita di farle aprire la cabina della doccia e in teoria non si accorgerà di niente, vero?-
– Speriamo, è un po’ vecchia, ma mica stupida- rispose lei rivestendosi in fretta. Poi corse ad aprire la porta.
– Ciao nonna- le urlò e le corse in contro
– Ciao tesoro, ma ti sei appena alzata? Guarda che sono già le dieci, è tardi. Voi giovani-
– No sono sveglia già da un po’- le rispose sorridendo – ma non per essere indiscreta cosa ci fai qui?-
-Dritta al punto – la vecchia signora rise – beh, mi ha mandato tuo padre a vedere se la casa era ancora tutta in ordine o se l’avevi fatta saltare in aria-
– Oh grazie per la fiducia, comunque come puoi vedere qui è tutto praticamente in ordine-
– Hai ragione, tranne i vestiti ovunque- le disse indicando la marea di panni sparsi dappertutto.
– Emh scusa, ma ieri sera ho fatto tardi perchè ero a casa di un’ amica e non ho fatto in tempo a ordinare tutto- disse Jessica cercando di essere il più convincente possibile.
– Sisi capisco. Dimmi sai di chi è la moto parcheggiata qui fuori?- ribadì la nonna sfoderando un sorrisino.
– Mhhh non lo so, perchè me lo chiedi?-
-Oh merda- pensò- e adesso cosa mi invento?-
– Così, pensavo che avessi il fidanzatino e fosse rimasto qui a dormire sta notte. Non ci sarebbe niente di male- rispose la signora con lo sguardo accusatorio, più che interrogatorio.
Il viso di Jessica passò da rosa, a bianco e infine a rosso, lei si sentiva avvampare, ma sperava che fosse solo una sua sensazione e che non fosse davvero così.
– Emh…cioè…..non proprio…- iniziò a balbettare, poi si riprese e disse – Nonna, ma cosa vai a pensare?!-
– Dal tuo viso non sembra proprio che tu mi stia dicendo la verità- La vecchia signora procedeva verso le altre stanze della casa. – Comunque adesso controllo un po’ qui e poi me ne vado, contenta?-
– Non volevo dire che voglio che tu te ne vada, ma io devo uscire perchè mi hanno invitata a pranzo fuori. Mi ci vuole tempo devo preparami- le rispose pensando che fosse una scusa abbastanza credibile.
– E si può sapere almeno con chi?-
– Amici-
– Rispondono tutti così-
-I soliti amici, quelli che conosco più o meno da sempre- le rispose quasi urlando. Sua nonna le era abbastanza simpatica, ma era sempre troppo invadente e anche la pazienza aveva un limite e così si piazzò davanti alla porta della sua camera.
– Beh Jessica non mi vuoi far entrare? Chi c’è il fidanzatino?-
– Nonna ancora con questa storia,- disse lei sbuffando- è solo che è molto in disordine e non ti piacerebbe di sicuro-
– Mah cosa mi interessa, fammi entrare- le ordinò la vecchia
– Va bene- acconsentì lei – ma io ti ho avvisato-
La nonna entrò e rimase a bocca aperta, il letto era sotto sopra, i vestiti erano ovunque, non c’era niente al proprio posto.
-Oddio Jessica cos’è passata una mandria di elefanti? Hai ancora l’abitudine di buttare tutto sotto il letto immagino, ci sono un paio di pantaloni che spuntano! E cosa sono tutte quelle pedate sul pavimento provenire dal bagno?-
– Emh, mah, insomma- iniziò a balbettare
– Sisi non mi interessa, dopo chiamo tuo padre e lo avverto di tutto sto disastro! Guarda qua- disse indicando i vestiti fradici- hai fatto la doccia vestita!-
-Antipatica di una vecchia- sussurrò
– Guarda che ti ho sentito. Adesso me ne vado, ma non pensare che sia finita qui- urlò uscendo furiosamente dalla porta.
Jessica tirò un sospiro di sollievo, era andata!
Si precipitò in bagno aprì piano la cabina della doccia e una mano l’afferro, di nuovo, e la trascinò, di nuovo, dentro.
– Andrea, mi dà uno strano senso di déjà-vu -, gli disse lei sorridendo
– Bè dove nascondi il fidanzatino?- le chiese lui tappandole gli occhi con le mani e imitando la voce di sua nonna
– Mmmh, nonna è dentro la doccia!- gli rispose lei ridendo e pensando che l’imitazione gli veniva piuttosto bene
– Ah bè Jessica si fanno queste cose? E cosa ci fa qui?-
– Sai nonna è stata la notte più bella della mia vita, puoi anche immaginarti cosa ci fa qui-
– Adesso appena arrivo a casa chiamo tuo padre, poi sentiamo cosa ti dice-
– Che sono proprio una brava bambina- disse lei scoppiando a ridere.
Lui la abbraccio e poi la baciò, le spostò i capelli dal viso e le sussurrò piano -Dovremmo nasconderci più spesso da tua nonna, è tremendamente divertente.-
-Mi sembra giusto. Possiamo anche uscire dalla doccia adesso, così ti vesti.-
– Avevo quasi paura che venisse dritta qui e mi trovasse mezzo nudo, così sono stato fermo immobile cercando di non ridere ogni volta che diceva “fidanzatino”-
Tornarono nella sua camera e tirarono fuori da sotto il letto i suoi pantaloni, la maglia, le scarpe e anche il cellulare.
-Oddio stanotte è squillato 3 volte, non avevo detto che stavo a dormire fuori- disse lui, poi compose un numero e lo chiamò, lei si mise vicino al telefono per seguire meglio la conversazione.
– Ciao mamma-
– Andrea allora sei ancora vivo! Potevi dirmelo che dormivi fuori- urlò una squillante voce femminile dall’altra parte del telefono
– ehm scusa è che ieri sera mi sono dimenticato siamo andati a una festa-
– Fa niente …e sei rimasto a dormire da Veronica?-
Al sentire di quel nome qualcosa le scattò dentro, lo sapeva che non stavano più insieme, ma non poteva fare a meno di essere gelosa. Lui era suo e basta, era gelosa di Veronica perchè sapeva quanto era stata importante per lui.
– No mamma da un amico, comunque fra poco torno a casa. –
-Si come vuoi-
Lui riattaccò, si voltò e vide il viso di lei leggermente buio e non più sorridente come prima.
– Jeje senti…- iniziò a dirle
– No figurati è tutto a posto- disse mentre fingeva un sorriso.
– Non è vero, beh lo sa perchè siamo stati insieme dalla terza media per 4 anni e sono rimasto spesso a dormire da lei-
– Sarei stata bene anche senza saperlo-
– Ok, però adesso dovrò dirle che ci siamo lasciati e che sto con te e che sarò sempre più spesso a dormire qui-
– Va bene- disse lei abbozzando un sorriso
-Adesso devo proprio andare- la baciò e fece per andarsene, era quasi alla porta, poi tornò indietro la baciò, di nuovo, e le disse con un leggero tremito nella voce – ti amo come non ho mai fatto prima. Ci sentiamo più tardi-
E se ne andò lasciandola sorridente come un ebete.

To Be Continued…

TESTI E TRADUZIONI © RIPRODUZIONE RISERVATA

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