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Storie di Fan: Maybe – Cap. 11

Capitolo 11

-Jeje, ma dove stiamo andando che non hai nemmeno il costume?- la fermò e le chiese lui.
– Me ne ero completamente dimenticata, – rispose perplessa lei – perchè io non l’ho portato!-
– Tranquilla- lui sfoderò uno dei suoi sorrisi migliori, frugò dentro una borsa e estrasse un costume nero- mi sono organizzato per bene-
– Beh, questa sì che è una sorpresa, adesso vado a cambiarmi poi ce ne andiamo in acqua?-
– Ai suoi ordini- rispose in tono ironico lui.
Lei tornò indossando il costume.
– Andrea, ma io mi vergogno, è piccolo un po’ ovunque- disse un po’ imbarazzata.
-Nooo ti va benissimo…tanto andiamo subito a fare il bagno- le rispose lui sorridendo, poi la prese in braccio.
– Mollami, mollami, mollami- urlava lei, dimenandosi e cercando di sfuggire dalla sua presa.
– Non ci penso neanche, prima ti butto in acqua, poi ci posso anche pensare-

Lei rise, poi lui la tuffò in acqua. Le piaceva nuotare, le piaceva molto l’acqua, la faceva sentire libera, leggera, indistruttibile. Risalì e non vedendo Andrea iniziò a cercarlo, ma poco dopo qualcosa la trascinava ancora giù, sott’ acqua. Sorrise e si fece trascinare, aprì gli occhi, non vedeva benissimo, ma lui la attirò a sé e la baciò. Quanto le piaceva il contatto con suo corpo, le piaceva sentire che premeva sul suo, le piaceva il sapore dei suoi baci, sì, perchè erano solo suoi, il calore degli abbracci… Quando riemersero non riuscivano a smettere di guardarsi, fu lei questa volta a trascinarlo sott’acqua e baciarlo, di nuovo.
– Mi piacciono i baci sott’acqua- le disse lui
– Beh, sono diversi…in modo positivo intendo- rispose lei sorridendo.
Qualcosa la pizzicava nel costume: era un piccolo foglio giallo.
– Andrea cosa ci fa un post-it nel costume- le chiese lei ridendo, lui fece uno scatto e prima che riuscisse a finire la frase glielo strappò dalle mani.
– Niente di interessante- Il suo viso era buio, non la guardava, invece continuava a fissare il mare.
– Dai dimmelo!- gli chiese ansiosa di saperlo lei.
– No- le urlò lui continuando a fissare tutto tranne che lei
– Va bene- disse lei fingendo di rassegnarsi, per poi riprendere quel piccolo foglio dalla sua mano con uno scatto velocissimo.
Lei lo studiò per bene, non era niente di particolare, solo un post-it, era scritto con l’inconfondibile calligrafia di Andrea.
“Ehy Vero ti dice niente questo costume? Quanti ricordi eh? Ci ripensi mai di nuovo a noi? A tutti quei giorni insieme, a tutti quei baci, tutte quelle notti da me o da te…Ti ricordi quel giorno che siamo venuti solo io e te al mare dove sembrava tutto fantastico, quasi un sogno e volevamo fosse per sempre? Io sì, lo devo ammettere, ci penso ogni tanto e devo dire che è un bellissimo ricordo perchè io ti ho amato come non potrò fare mai più con nessun’altra”
– Umh carino il biglietto!- gli urlò lei ironicamente senza voltarsi a guardarlo, sentiva qualcosa che le partiva da dentro e che sarebbe potuto esplodere da un momento all’altro.
– Ti ho detto di non leggerlo- le urlò di rimando lui, rimanendo girato dalla sua parte.
– Allora spiegami cosa cazzo ci faceva nel mio costume?-
-….- lui non sapeva cosa risponderle.
– Ah sì dimenticavo questo era per lei non per ME! L’avevi comprato per lei, non per me, perchè al mare ci hai portato prima lei e visto che ha funzionato adesso ci hai portato anche me. Ecco perchè era un po’ piccolo: sai lei è più magra di me e mi immagino come le poteva stare bene quel giorno- lei non riusciva a smettere di urlare.
– Jessica cazzo smettila! – le gridò lui, poi, riassumendo il suo tono normale aggiunse – Non urlare, certa gente inizia a guadarci!-
Esplose, non ne poteva più – Che ci guardino! Non me ne frega niente… è davvero ispirato il biglietto, mi piace soprattutto la frase “perchè io ti ho amato come non potrò fare mai più con nessun’altra”, chi sono io, la cogliona di turno?-
– Senti lei è stata una delle persone più importanti della mia vita fino a ora! Cosa pretendi, che non me ne importi più niente?-
Lei non ebbe il tempo di rispondergli che lui ricominciò a parlare, anzi a urlare – Quello che ho scritto è la verità, non posso farci niente. Dvo dimenticarmi del mondo perchè adesso ci sei tu? Chi sei per dirmi questo?-
Sì volto di scatto, si piazzò davanti a lui, lo guardò dritto negli occhi e poi gli chiese con la voce tremante:
– Hai amato più lei di quanto adesso ami me?- Non ci credeva, glielo aveva chiesto davvero, avrebbe voluto non farlo, non dubitare, ma voleva sapere.
– Non posso confrontarvi, non sarebbe giusto-
– Non mi basta, sì o no?- gli chiese con un filo di voce. Perchè non si era accontentata della sua prima risposta? Perchè voleva andare avanti? Perchè aveva chiesto di nuovo?
– Sì- poi aggiunse – ma noi siamo ancora all’inizio- e la prese per un braccio.
Questo le bastava, si divincolò dalla sua presa, andò a togliersi “quel costume” e si rimise i vestiti che indossava prima, non voleva guardarlo.

– Ti porto a casa?- le chiese con un filo di voce lui, senza sapere cosa fare, cosa dire.
– Mi hai detto tutte cazzate fino a oggi. Beh, adesso chi ti ferma? Và da lei –
– Jessica, cazzo non ti va mai bene niente!
– Jessica –
Lei si voltò l’ultima volta, prima di incamminarsi per andarsene, ma fece attenzione in modo che lui non la vedesse. Che non vedesse che aveva gli occhi lucidi. Poi non si trattene più e sul suo viso scesero le lacrime. Voleva solo scomparire, fuggire in un mondo parallelo.

Arrivata a casa riaprì il file di word “ojwsgtjwlgjpewgjtejqgqogij” e questa volta scrisse:
“Sì, sto piangendo.
Ma non per te, perchè sono solo una stupida ragazza.
Hai mai sentito il bisogno di dimenticare qualcuno? Sì il bisogno, quel fottuto bisogno di dimenticare improvvisamente tutto quanto, di perdere tutto ciò che ti può portare dei ricordi, di liberare la mente da tutti quei pensieri…E sentirsi in un certo senso liberi. Liberi di voltare pagina, cambiare libro, senza pensieri e preoccupazioni. Perchè sarebbe tutto più semplice se si potesse togliere dalla propria mente una persona, magari con un semplice gesto.
E se anche fosse? Come si potrebbe togliere quella persona dal cuore? Basta, ho deciso, non ti penso più! Beh, che decisione affrettata…Lo sai vero che più mi convinco di non pensarti più invece alla fine ti penso? Perchè forse per qualche misterioso motivo, per qualche strana ragione ho bisogno di te…di vederti, di sentire la tua voce, di parlarti, di guardarti, di sorriderti. E non penso davvero sia la cosa giusta, so che starò meglio, ma non ora, non oggi e so che mi rialzerò più forte di prima, come un grattacielo. W non sarà più merito tuo.”

To Be Continued…

TESTI E TRADUZIONI © RIPRODUZIONE RISERVATA

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