Star

Storie di Fan: Maybe – Capitolo 12

Capitolo 12

Erano le 5 del pomeriggio, del fatidico sabato pomeriggio. Lei non aveva voglia di fare niente, non voleva andare a prepararsi, non voleva uscire di casa, stava così bene lì. Voleva fare come in quei film americani dove la ragazza si sedeva sul divano e mangiava un barattolo di gelato e poi sarebbe successo qualcosa di interessante. Quella era solo una parte della verità: lei non voleva vederlo, anzi non voleva vedere nessuno. Cosa avrebbe potuto fare? Lui le aveva appena detto che non l’amava, che praticamente non gli importava quasi niente di lei.
– Sì, sono stata veramente stupida – si disse – come ho anche solo potuto pensare che ci potesse essere davvero qualcosa?-
Il cellulare vibrò, lei sperò che fosse lui, infatti esitò prima di guardare chi era.
Alzò la cornetta:
– Tesoroooo- le urlò una voce squillante dall’altro capo del telefono.
– Denise- ripose lei
– Ehy Jeje tutto bene? Sei pronta che fra poco passo da te?-
– Senti non voglio più venire, mi dispiace lo so che ci tenevi-
– No no no- le disse l’amica prima con un po’ di malinconia nella voce, poi aggiunse tornando quella di sempre -non voglio scuse, adesso vai a prepararti!-
– Non voglio uscire!- ripetè lei
– Non mi interessa-
– Non voglio vedere nessuno- insistette lei
Solo allora Denise capì perchè tutti quei ‘non ne ho voglia’.
– Non mi interessa, di nuovo. Allora alzati da quel cavolo di divano e il gelato lo mangiamo un altro giorno insieme, altrimenti ingrassi-
– Ma dove sei? Mi stai spiando? Sono la tua migliore amica, certe cose le devo sapere, dove sono le telecamere? – le chiese lei sorridendo contenta che l’amica avesse capito.
– No tranquilla. Jeje, io ti conosco troppo bene. Poi c’è anche l’amico carino di Matteo, Paolo, quello alto, biondo con gli occhi verdi, sai quello mooolto bello?- le rispose in modo convincente Denise.
– Uhmm quello me lo ricordo bene- Lei rideva -Va bene, mi hai convinto, ma se succede qualcosa io me ne torno al mio piano originale: poltrona & gelato.-
– Sisi come ti pare, hai 30 minuti e poi sono lì, quindi datti una mossa- le urlò l’amica
-Perfetto- era incredibile quanto poco era bastato per farla ridere di nuovo, l’adorava davvero. Eh gli amici, che cosa fantastica.

Esattamente 30 minuti dopo, non un secondo di più o un secondo di meno, era pronta. Era quasi perfetta con il costume verde, il miniabito rosso e un bel fiore bianco nei capelli ricci che le cadevano sciolti sulle spalle.
Arrivate iniziarono a salutare “i soliti”: Simone, Davide, Erica, Sonia, Elena, Camilla e Giorgia; loro si conoscevano da più o meno sempre e si consideravano più fratelli che semplici amici.
-Ehy come va?- le chiese Elisa.
– Bene, bene e tu?- le rispose con un finto sorriso Jessica, la detestava anche se ogni tanto era stranamente gentile, questa era una di quelle volte.
– Sisi tutto ok, sono venuta con Veronica e Alice però non so dove sono, ci tenevano a salutarti-
– Ah si benissimo- rispose e se ne andò terminando quella finta amichevole conversazione.
-Cosa vogliono quelle?- pensò – oggi non è proprio giornata!-
Voltandosi vide la moto di Andrea mentre stava parcheggiando e dopo essersi assicurata che lui si fosse accorto che lei era lì, corse in contro a Paolo.
– Hey ciao Paolo come stai? Da quanto tempo!- gli disse abbracciandolo più per vendetta che per cortesia.
– Je tutto bene e tu? Diventi sempre più bella vedo!- le disse sorridendo.
– Ma non è mica vero- ripose lei un po’ imbarazzata, ma felice di quell’attenzione da parte sua.
Paolo era il ragazzo a cui aveva dato il suo primo bacio; era simpatico e intelligente, ma in lui c’era qualcosa che non la convinceva, però doveva ammettere che era diventato davvero bellissimo dall’ultima volta che lo aveva visto.
– Mah, per me sì. Vado a salutare un amico, riprendiamo la conversazione fra un po’?-
– Sisi nessun problema- Si voltò e con lo sguardo cercò subito Andrea, era con Veronica parlavano come due vecchi amici, scherzavano e lei vedendo che li stava osservando ne approfittò per abbracciarlo.
Doveva stare calma, molto calma.
Veronica la chiamò – Jessica vieni qui con noi che facciamo quattro chiacchere?-
– Cosa vuoi, troia?- avrebbe voluto risponderle.
-Si perchè no- e andò incontro a loro- allora cosa stavate dicendo?- chiese rivolgendosi solo a Veronica.
– Niente di che, stavo chiedendo ad Andrea se gli andava di ballare dopo. Ma non mi ha ancora risposto- le rispose Veronica sorridendo perfidamente.
– Non mi sembra il cas…- lui non fece in tempo a terminare la frase che Jessica senza voltarsi per guardarlo sorrise falsamente e disse -A me sembra un’ottima idea!-
– Ok, allora va bene- si arrese lui
– Scusate devo andare- si dileguò lei, dirigendosi alle bevande; lui senza accorgersene la seguì, ma poi vedendola cambiò direzione, sfiorandola. In lei si scatenarono un sacco di sensazioni, avrebbe voluto fermarlo, ma non lo fece. -Possibile che sia di pietra e non senta assolutamente niente?- si chiese.

E fu una gran festa, una di quelle dove tutti ballano, ridono, insomma, si divertono. Si erano ignorati tutta la sera, non avevano scambiato una parola, si erano solo guardati un centinaio di volte e sfiorati continuamente. Le sembrava di essere tornata indietro nel tempo, quando si conoscevano appena, quando scambiavano una parola ogni tanto, quando salutarsi all’uscita di scuola era la cosa migliore che potesse succedere.
– E adesso, prima del bagno di mezzanotte, perchè, ragazzi, faremo un bagno di mezzanotte, direi di fare un brindisi ai nostri due piccioncini Denise e Matteo che se ne vanno a Madrid lasciandoci qui- urlò qualcuno dal microfono.
-Siii- urlarono tutti in coro brindando.
– E adesso che ne dite, mettiamo un lento e poi tutti in acqua?- continuò la voce al microfono.
-Siii- esplosero, di nuovo, le voci in coro.

La musica partì e tante coppie iniziarono a ballare, Veronica trascinò in pista Andrea e così per vendetta lei chiese a Paolo se gli andava di ballare, lui accettò volentieri.
Lei non riusciva a smettere di guardarli, erano così naturali, parlavano, ridevano, scherzavano -avranno ballato un sacco di volte, insieme, così vicini- pensò, sì era gelosa e incazzata. Poi dal microfono annunciarono -Ora, per rendere questo ballo un po’ più divertente facciamo uno scambio. Ragazzi scambiate la vostra ragazza con la coppia che avete a destra.-
Beh questo era un annuncio inaspettato, adesso avrebbero dovuto ballare insieme senza scuse! A quella notizia sorrise perchè lui avrebbe dovuto guardarla e in qualche modo avere un contatto con lei.
Lei gli mise le braccia al collo e lui le cinse fianchi, si guardavano, ma non parlavano e stavano molto lontani, non vicini come prima lui aveva ballato con l’altra. Dal microfono urlarono “Jeje siamo sicuri che Andrea non ti mangia, puoi avvicinarti anche di più!”
In sottofondo si sentirono tante risatine, lei sorrise e per un momento le sembrò che anche lui avesse fatto lo stesso, così gli si avvicinò tanto da sentire il corpo di lui sfiorare il suo in continuazione, tanto da sentire il suo profumo e la voglia di abbracciarlo diventare sempre più forte.
– Qualsiasi regola avessi, tu me l’hai distrutta- le disse lui distogliendo lo sguardo da lei.
– Sei uno stronzo- gli rispose e ricominciarono a ballare in silenzio.
– E tu sei tanto meglio? Così tutta carina con “non so come si chiama” stasera?- riprese a parlare lui.
– Sì sono meglio, perchè Paolo, sì lui ha un nome, non ha preferito la sua ex ragazza a me- rispose lei sentendosi improvvisamente più leggera e prima di dargli il tempo di rispondere continuò – Veronica mi sembrava contenta di ballare con te e anche tu a quanto ho visto, così vicini a sorridersi, guardarsi-
– Gelosa?-le chiese sorridendo lui.
– Incazzata- rispose lei poi aggiunse- Geloso?-
– NO- rispose lui.
Lei continuò a guardarlo, a fissare intensamente i suoi occhi marroni-
– Sì, fottutamente di “non so come si chiama”- ammise lui.
– Si chiama Paolo!!-
– Sì, non mi interessa, di solito ho sempre ragione, ma forse questa volta ho esagerato-
– Forse?- gli chiese sussurrando lei
– Va bene, sì, ho esagerato, ho detto un mucchio di cagate l’altro giorno. Ho sbagliato, va bene? Lei mi piaceva davvero, ma ormai, almeno per me, è passato. Adesso mi piaci tu e detesto ” non so come si chiama” perchè ci prova con la mia ragazza, perchè ti sta sempre troppo vicino e ti dice che sei bella-
– Si chiama Paolo!!- lei sorrise -e perchè non può dirmelo, se mi trova bella?-
– Perchè posso dirtelo solo io e perchè sono sicuro che nessuno ti vede così bella come ti vedo io-
-Sono gelosa, fottutamente gelosa della tua stereotipata ex ragazza, perchè le piaci ancora-
Sorrisero entrambi, tutto il resto del mondo era scomparso, c’erano solo loro, erano così presi l’uno dall’altra che non si accorsero che la musica finiva e continuarono a ballare, vennero interrotti poi da un altro annuncio.
– Allora ragazzi- si sentì urlare dalla voce al microfono -tutti in costume che mancano 30 secondi a mezzanotte-
-venti-
-dieci-
-Nove-
-Otto-
-Sette-
-Sei-
-Cinque-
-Quattro-
-Tre-
-Due- Si guardarono…
– Uno- si sorrisero…
– Zero- lui la prese in braccio e insieme a tutti gli altri corsero fino a tuffarsi in mare.

To Be Continued…

TESTI E TRADUZIONI © RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi su:
  • Google+

Commenti ( 19 )

Lascia un commento

Scrivendoci il tuo indirizzo e-mail potrai lasciare un commento al post
Per conoscere come saranno trattati i tuoi dati ti invitiamo a leggere l’informativa privacy pubblicata su questo sito.

:D :-) :( :o 8O :? 8) :lol: :x :P :oops: :cry: :evil: :twisted: :roll: :wink: :!: :?: :idea: :arrow: :| :mrgreen: