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Storie di Fan: Maybe – Cap. 13

Capitolo 13

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-Oggi sarà un gran giornata. Insomma è tanto che non scrivo, devo ammetterlo, la tastiera del pc mi è mancata parecchio, ma non avevo molta ispirazione. Aggiorniamo, quindi, un po’:
– Andrea, il mio ragazzo, è partito per la Sicilia, per tutta l’estate, lasciandomi qui a Roma più o meno da sola. Non so bene perchè volesse partire, diceva di volere mollare tutto e tutti perchè era uscito dai suoi schemi perfetti. La cosa importante è che ci siamo sentiti comunque e qualche volta sono andata a trovarlo. E la notizia migliore è che oggi torna e volevo fargli una sorpresa in aereoporto, non vedo l’ora di vederlo. Può essermi mancato tutto di lui? Ogni singola cosa, ogni singolo dettaglio del suo viso?
– Denise, la mia migliore amica, ha fatto un viaggio in Spagna con Matteo, il suo ragazzo, e adesso sono più “innamorati” che mai. Beati loro!
Per il resto la mia vita rimane sempre uguale, senza particolari avvenimenti, ma sono felice per la prima volta davvero, è questo l’importante, no?-

Lei si sta preparando, di fretta, tanto per cambiare. Sta saltellando per casa come una matta, non riesce a smettere di pensare che oggi, dopo tanto tempo, lo rivedrà. Prende lo scooter e si dirige verso l’aeroporto con un sorriso enorme stampato in faccia. Si immagina una di quelle scene da film dove lui arriva e lei gli corre incontro abbracciandolo e baciandolo, non sa da quanto tempo aspetta questo momento. E dopo un’attesa che sembra infinta, eccolo che arriva, – Oh mio Dio- pensò- ma è sempre stato così bello?- e si prepara a corrergli incontro mentre uno strano miscuglio di emozioni la prende, quel qualcosa che prova solo con lui, qualcosa a cui aveva imparato a dare il nome di amore, quello con la A maiuscola.
Ad un tratto nota una ragazza, mora, abbastanza alta, di fianco a lui…
– Un’amica- pensò continuando ad avanzare nella sua direzione.
Che lo abbracciava e…
– Sua cugina, sua parente- si corresse.
…e lo baciava.
Rimase impietrita davanti a una simile scena, con l’improvvisa voglia di scappare, di sperare di trovarsi da qualsiasi altra parte, tranne che lì.
Si mette a correre furiosa verso l’uscita, non capendo più niente. Le aveva detto…? Le sue parole non valevano più niente. Voleva aver visto male, averlo confuso con un altro ragazzo, ma era impossibile. Aveva davvero aspettato così tanto per niente? E tutta la felicità di qualche minuto prima? Poteva essere scomparsa? Poteva aver voglia solo di piangere e di un immenso barattolo di Nutella? Arrivata quasi sotto casa con le lacrime agli occhi, pensò che doveva chiarire tutto immediatamente, la verità è che voleva sentirsi dire che era tutto un grande, un immenso errore, così invertì improvvisamente la marcia. La sua prossima destinazione era casa di Andrea.
Si ricordava la strada, ci era andata parecchie volte negli ultimi mesi; arrivata a quell’ enorme casa si fece coraggio e suonò il campanello.
Una bionda signora aprì la porta chiedendole bruscamente -Chi sei?-
Lei insicura, con la voce tremante rispose – Buongiorno, mi chiamo Jessica, cercavo Andrea…-
Prima che potesse dire altro, la signora sfoderò un sorriso e le disse -Mi aveva detto che aspettava una ragazza, è in camera sua, vai pure-
-grazie mille- rispose incerta.
Bussò e non ottenendo nessuna risposta appoggiò la mano sulla maniglia, si fece coraggio e aprì la porta.
Lo trovò steso sul letto mentre ascoltava la musica e disegnava. Dimenticando tutto ciò che aveva da dirgli si concentrò sul disegno. Raffigurava una ragazza, era una figura molto confusa, poteva essere chiunque -poteva essere, forse, lei?- pensò presa come da un’ improvvisa illuminazione, urtando però un porta matite e facendolo cadere per terra, solo allora lui si accorse che lei era lì.
-Ciao- lo salutò lei.
– Je- rispose lui con una strana voce come se avesse passato paura vedendola – Cosa ci fai qui? No un attimo, da quando sei qui?-
Lei si sedette vicino a lui, guardandolo, indecisa se parlare o no – Non voglio risponderti adesso, prima devo chiederti io una cosa!-
– Dimmi- rispose insicuro lui.
– Ero all’aeroporto prima…- si interruppe un attimo, poi ricominciò -…e ti ho visto, almeno mi è sembrato di vederti, con una ragazza. Dimmi che non è vero. Ti prego.- Finendo la frase chiuse gli occhi per non vedere quelli di lui, aveva paura che le crollasse tutto addosso.
– Eri lì? Cosa ci facevi lì?- domandò lui.
– Volevo farti una sorpresa, tu rispondimi-
– Oh cazzo, non volevo andasse a finire così, non dovevi esserci- la sua voce tremava.
Aprì gli occhi, non era più un incubo come sperava: era peggio, molto peggio.
Gli occhi le si riempirono di lacrime – Chi è? Da quanto tempo va avanti?-
– Jessica…- la sua voce era così sottile che quasi non si sentiva.
– Cazzo rispondimi- iniziò a urlare lei.
– Elisa, la conosci, forse è anche in classe con te, non da tanto abbiamo passato insieme le vacanze in Sicilia e poi ci siamo rincontrati sull’aereo, eravamo seduti vicini e…-
Le lacrime le scendevano lungo il viso, non voleva piangere, non voleva dargli la soddisfazione di vederla così.
– Jessica non…-
– Dimmi una motivazione valida per tutto questo- gli chiese lei interrompendolo, sperando che la situazione cambiasse.
– Mi sono innamorato-
– Lo ero anche io-
Non aveva più motivo di stare lì, si avviò verso la porta correndo e sbattendola per chiuderla, uscì dal retro, non aveva voglia di incontrare nessun altro.
Arrivata a casa, l’unica cosa che le venne in mente di fare, oltre a piangere, era scrivere. Che avesse uno strano potere su di lei?

“Cercare un pretesto,
la voglia di piangere,
quella fottuta voglia di piangere,
il cuore spezzato, calpestato.
Da un momento all’altro
la testa si riempie di ricordi,
gli occhi diventano lucidi,
tornano in mente conversazioni, momenti, attimi, abbracci, baci, scherzi.
Iniziano a scendere le lacrime,
ricordi i suoi occhi, la sua voce, le sue labbra, il suo corpo perfetto, le sue mani.
Non riesci a smettere di piangere,
ricordi di come l’hai conosciuto, di come di lui all’inizio non ti importava niente.
Mentre le lacrime continuano a scendere,
ricordi di come all’improvviso è diventato importante, di come non vedevi l’ora di vederlo, dei primi momenti insieme,
allora ti scappa un sorriso.
Poi ti ricordi di ogni volta che preferiva Lei a te,
ricominci a piangere.
Inizi a ricordare ogni gesto, anche il più insignificante,
ogni singola parola bella o brutta,
rileggi le vostre vecchie conversazioni, i vostri vecchi messaggi.
Prendi tutto quello che ti ricorda lui
e ti viene l’improvvisa voglia di rompere tutto ciò che contiene,
le lacrime pian piano smettono.
Inizi a pensare che è tanto, troppo importante per te
e che forse anche se adesso vorresti dirgli solo ti odio, vorresti davvero tornare a dirgli solo ti amo.
E riavere quella maledetta voglia di lui, quella maledetta voglia di baciarlo di nuovo,
quella voglia di vederlo, quella voglia di amarlo come non hai fatto mai.
E sai che ti importa, altrimenti sentiresti indifferenza
e le lacrime non sarebbero scese,
lacrime per uno stronzo,
un fottutissimo stronzo.
E spererai solo di dimenticarlo, anche se forse non vuoi, perchè sai che sei più bella quando sorridi.”

To Be Continued…

TESTI E TRADUZIONI © RIPRODUZIONE RISERVATA

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