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Storie di Fan: Maybe – Cap. 16

Capitolo 16

Era passata una settimana e lei non riusciva a togliersi dalla mente quelle parole “Io non sono un tipo consigliabile con cui parlare, di solito.” In che senso? Sempre se un senso lo avesse. Non si era avvicinata più per parlare, ma aveva controllato tutti i giorni all’uscita di scuola che lui ci fosse.
Ed erano esattamente 5 giorni che mancava, voleva sentirlo, ma andava bene anche vederlo perchè le dava uno strano senso di sicurezza e le metteva allegria. Quella mattina andava troppo lenta e il suo desiderio di sapere perchè non si era più fatto vivo, di scoprire il segreto di quella frase, le metteva una curiosità tremenda.
Così lanciò un bigliettino a una sua compagna di classe che di solito, anzi sempre, sapeva tutto di tutti.
– Glo, senti sai mica qualcosa di Marco, quello nuovo di 5L?-
L’amica le rispose subito.
– Jeje, che palla, stai ascoltando tu? Adesso se riesco mi metto l’ipod, comunque no, niente di niente. E’ abbastanza misterioso a quanto si dice in giro…Perchè, ti interessa? J (non so come farla leggila come faccina maliziosa)-
– No no figuriamoci, era solo perchè facciamo il progetto insieme e dovevamo vederci-
-Mhh capito. Prova a sentire in segreteria, magari ti danno il numero di cellulare o l’indirizzo.-
-Ottima idea, grazie mille-
– Quando si può aiutare…-
– Jessica vai avanti tu, a che punto del paragrafo eravamo?- tuonò la voce del prof. togliendola da quella conversazione.
-Veramente- ammise lei- ho perso il segno.-
– Ah complimenti, vedo che non stavi attenta. Non mi costringaere a prendere provvedimenti-
– Non succederà più- promise falsamente.
Appena suonata l’ultima campanella si precipitò di corsa in segreteria, finalmente aveva la speranza di trovare qualcosa. Non era molto affollata, giusto cinque o sei persone, c’era anche Veronica che appena la vide le si precipitò in contro.
-Ciao!- la salutò con un enorme sorriso.
-Ciao- rispose non capendo perchè tanto entusiasmo
– E’ imbarazzante, lo so- ammise con un filo di voce Veronica.
– Abbastanza, comunque dimmi, cosa c’è?-
– Beh, diciamo che visto che tu e Andrea- il solo pronunciare quel nome, le metteva ansia, rabbia e non le faceva capire più niente- pensavo potremmo, diciamo, stringere una specie di alleanza per eliminare l’altra-
Lei rise – Guarda Vero, per quanto apprezzo la tua offerta, non mi abbasso a farle degli strani giochetti. Può fare ciò che vuole, per quello che mi interessa.-
– Mmh va bene, allora ciao-
Com’era stato imbarazzante, lei che solo qualche mese prima avrebbe voluto farla sparire dalla faccia della terra adesso le chiedeva aiuto? Mah che strano.
Finalmente era il suo turno, si avvicinò allo sportello, fece appello a tutta la sua aria da brava e studiosa ragazza e chiese – Mi scusi, Marini Marco che frequenta la 5L, ha mica lasciato qualche recapito?-
La signora la guardò con aria interrogativa, così si affrettò a aggiungere – Perchè sa, stiamo facendo un progetto a coppie, è una settimana che non viene a scuola e il tempo per la consegna sta per scadere.-
La signora si mise gli occhiali e le sorrise – Ah capisco, non potrei darglielo, ma visto che si tratta di motivi di studio farò un’eccezione. Qui c’è solo l’indirizzo, glielo annoto su un foglietto, va bene?-
– Sisi perfetto- disse con un po’ troppa eccitazione da sembrare per essere solo un appuntamento di studio.
Uscì tutta contenta di aver ottenuto ciò che voleva, Denise le corse incontro abbracciandola, come se fosse passato tanto tempo dall’ultima volta che l’aveva vista.
-Ti ho visto là dentro, cosa cercavi?- le chiese con aria interrogativa.
– Questo- rispose entusiasta mostrandole il foglietto con annotato l’indirizzo.
-Sarebbe?- chiese più perplessa di prima.
-Jejeee allora hai trovato quello che cercavi- le urlò una voce da dietro. Le prese uno spavento pensava che fossero sole.
– Oddio Glo mi hai fatto passare paura, comunque sì- ammise soddisfatta.
-Nono ma questa cosa non va mica bene, perchè voi due mi tenete fuori dai vostri progetti?- brontolò Denise.
– Ma non è vero- urlarono in coro tutte e due.
– Comunque -riprese Gloria- è un indirizzo…è di un ragazzo…Su ci puoi arrivare!-
Denise ci pensò un po’ poi disse – No ragazze io proprio non capisco-
-Inizia con M e finisce con ARCO- la aiutò Jessica.
– Marcoo?!- urlò stranamente stupita- perchè, ti interessa?-
– Oddio, mi avete fatto tutte e due la stessa domanda, comunque dobbiamo fare il progetto insieme niente di più- disse, era la verità. Era solo curiosa, niente di più.
– Vorrà dire che oggi andiamo a vedere dove abita!- disse scherzando Gloria.
– Ottima idea- acconsentì sorridendo Denise.
– Nono ragazze, io non dicevo sul serio- disse lei interrompendo i loro piani.
-Non ci interessa- urlarono in coro – alle 3.30 pronta.-
-Mah…io…in verità…- provò a protestare.
– NON ci interessa!!- le urlarono di nuovo
E poi tutte e tre scoppiarono a ridere.
Gloria non la conosceva da tanto quanto Denise, ma le voleva comunque molto bene lo stesso. Era molto alta, con dei lunghi capelli lisci biondo scuro e aveva gli occhi verdi. Lei la trovava un’ingiustizia, era l’unica con dei normalissimi occhi marroni!

Quel pomeriggio era puntualissima e si trovò al solito angolo con le amiche. La squadrarono ben bene e poi dissero – Ma la tua tuta mimetica dov’è? Sembri un arcobaleno con tutti quei colori, guarda noi come siamo state brave-
– Beh potevate avvisarmi- sbuffò lei.
– Pensavo fosse chiaro…- disse Denise
-è una missione in incognito- continuò la frase Gloria.
– Se lo dite voi, comunque qualcuno sa dov’è la via?- chiese cambiando argomento.
– Io io- rispose saltellando Denise – è qui vicino-
– Ma almeno ti sei preparata qualche scusa?!- chiese Gloria
– Si perfetto e sì una scusa quasi infallibile- rispose lei
E girarono un po’ per le vie, fermandosi di tanto in tanto a salutare qualcuno, a guardare le vetrine per poi entrare e comprare qualcosa.
Arrivarono poi all’indirizzo scritto sul foglietto di carta. Era una casa enorme, bianca con parecchie finestre e un giardino immenso con tanti fiori e una fontana.
-Wooow- scoppiarono a urlare tutte e tre
– Proprio una bella casetta-
-Casetta?-
– Ok, allora io suono e dico che gli ho portato gli appunti della lezione sul progetto perchè sono di quella in cui lui è mancato, giusto?-
– scusa non proprio infallibile, ma va bene!- disse Gloria
– Suona più come: Morivo dalla voglia di vederti. Io, te, letto, ora!- continuò Denise
– Ma smettetela!- disse lei scoppiando a ridere.
-Aspetta aspetta, si vede qualcosa dalla finestra- urlò Denise.
-Non voglio spiarlo dalla finestra!- disse irremovibile Jessica
Le due le mandarono un’occhiataccia.
-Ok, sì magari una sbirciatina ci sta- ammise poi sorridendo.
Così si misero a osservare più attentamente da una delle finestre, non si vedeva molto: mobili, libri, piatti, vestiti, tanti vestiti, bombolette spray, finchè non scorsero un viso familiare.
– ohhh- disse piano Jessica
– Ma quella è….- iniziò Gloria.
– Veronica- concluse Denise per tutte e tre.
– Ma cosa ci fa lei lì?- chiese Gloria.
– Perchè è stesa come in posa su un letto/divano?-
– Perchè mezza nuda?-
– Ok, la risposta all’ultima domanda è abbastanza ovvia. Mi preoccuperei piuttosto di vederla vestita-
-Serve qualcosa?- tuonò una voce femminile alle loro spalle.
Le ragazze sobbalzarono prese alla sprovvista e Jessica disse la prima scusa che uscì:
– Scusi signora, lei abita qui? Perchè la mia amica ha perso una lente a contatto e visto potrebbe essere caduta nel vostro giardino…-
Era abbastanza alta con i capelli rossicci e molto ricci e le scrutava dall’alto in basso senza fermarsi.
– Ah- rispose poi la signora perplessa- comunque sì. Volete entrare a cercarla?-
– No si figuri- rispose di scatto Gloria- eccola già trovata-
La signora sorrise – Allora arrivederci.-
-Arrivederci- risposero le ragazze in coro arrossendo.
– Che figura- urlò Jessica appena girato l’angolo.
– Una lente a contatto, ma cosa ti è venuto in mente?-
– L’importante è che ce la siamo cavata!-
-Adesso a prendere un bel gelato come ricompensa per la missione che stava per fallire- propose Gloria.
– ok- accettarono.
Arrivarono fino alla gelateria più vicina.
– Io e Gloria andiamo a vedere per una cosa che potrebbe essere il regalo del tuo compleanno , potrebbe, ma non è detto!- disse lei.
– Va bene, io ordino i soliti tre frappè, che ne dite?- rispose Denise
– Perfetto- le risposero sorridendo in coro.
Denise entrò quando qualcuno la urtò: era Andrea, mano a mano con la sua nuova fidanzatina che lo seguiva ovunque peggio che un cagnolino da compgania.
– Per fortuna che Jessica non c’è, chissà cosa avrebbe detto, così innamorati- pensò-
– Ciao Denise – la salutò lui.
Non rispose.
– Oh, mi puoi anche parlare!- urlò lui
Non rispose.
-Ma che ti ho fatto?- continuò lui.
Decise di rispondere – A me niente…vediamo se da solo ci arrivi!-
Lui ci pensò un attimo poi rispose -Jessica! C’è anche lei?- la sua voce era diventata, di colpo, meno strafottente.
– Perchè di lei all’improvviso te ne frega qualcosa?- lo incalzò.
-mah…- balbetto lui.
– stà zitto che è meglio-
– Non sono così stronzo come pensi-
– Giusto, di più-
In quel momento entrarono le altre due amiche e Denise corse loro in contro con i gelati in mano.
– Ho evitato l’inizio della 3 guerra mondiale pensò, andandosene mentre sorrideva.

To Be Continued…

TESTI E TRADUZIONI © RIPRODUZIONE RISERVATA

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