Star

Storie di Fan: Maybe – Cap. 18

Capitolo 18

Non si era innamorata, non di nuovo, lo sapeva che era solo un’amicizia. Lo sapeva? No, non era più sicura di niente, era confusa, di nuovo. Magari con l’incontro di quella sera avrebbe capito qualcosa in più. Erano le nove esatte quando qualcuno suonò al campanello. Sorrise, non sapeva perchè, sorrise e basta.
-Ciao-
Anche lui sorrise -Ciao, pronta?-
– Certo- annuì lei- dove andiamo?-
-Meglio se non lo sai- le rispose lui mentre rideva.
– Ok va bene-
Dieci minuti dopo erano davanti a un palazzo altissimo, lei era perplessa, cosa ci facevano lì? Lui sembrò leggerle nel pensiero, infatti la prese per mano e le disse di seguirlo. Adesso ne era ancora più certa: aveva sentito qualcosa quando le loro mani si erano incontrate, un brivido che l’aveva fatta tremare tutta.
– Ma dove stiamo andando?- gli chiese di nuovo.
-Sul tetto, non parlare finchè non siamo arrivati, ok?- le ordinò lui.
Lei annui, fecero diverse rampe di scale, attraversarono corridoi e risalirono altre scale, poi finalmente arrivarono.
– Allora, dimmi, ti piace?- le chiese lui indicando il cielo. Lei alzò lo sguardo, era stupendo, da lì si vedevano benissimo le stelle, era davvero spettacolare!
– Wow sì- rispose eccitata – è magnifico!-
– Bene, sono contento-
– Adesso dimmi…- continuò lei -dove siamo?-
– Sul tetto di un palazzo- le rispose lui.
– Guarda che questo lo sapevo!- disse ridendo -seriamente, dove siamo?-
– Possiamo dire che ci siamo intrufolati di sera e forse anche illegalmente in un palazzo, per vedere le stelle-
– Mi stai prendendo in giro vero?- lei sorrise.
– No, sono serio- rispose lui con una faccia molto convincente.
– Oddio- urlò lei -forse illegalmente?-
– Senza forse, te l’avevo detto da subito che non sono un tipo consigliabile- ripeté lui accennando un sorriso.
-In verità, sei tu che hai scelto me- sorridendo gli porse la prima foto mentre si avvicinava a lui.
– E sei tu che non hai lasciato perdere- sorridendo, lui a sua volta le porse la foto fatta mentre spiava casa sua.
– Si ma, non doveva andare così!- prese fiato poi continuò voltandosi completamente verso di lui – Ma come ci hai viste? Anzi come mai mi hai fotografato alla festa? Non sapevo neanche che ci fossi!-
– E come doveva andare? Eravate spiaccicate alla mia finestra, come potevo non vedervi? Comunque mi ero imbucato alla festa e tu…- fece una pausa -eri la prima ragazza carina che ho visto-
Lei arrossì di colpo al sentire quel complimento. -Beh grazie…e perchè hai continuato a fotografarmi?-
– Perchè sei fotogenica- disse lui.
– Ma non è vero- ribadì lei.
– Ok, sì è una cazzata- ammise- perchè boh…m’ispiravi!-
– Va bene questa è una scusa migliore. E la caccia al tesoro?-
– Quella era solo un’idea o meglio una scusa per portarti qui.-
Sento delle gocce, è possibile? – si domandò da sola. No, non poteva iniziare a piovere.
– Ah, ok-
– Questa è di sta mattina- le disse lui porgendole un’altra foto.
-Emmh grazie- rispose lei.
E poi iniziarono a raccontarsi del passato, di tutto ciò avvenuto prima e del futuro, tutto quello che avrebbero voluto che accadesse, prima o poi. Parlarono del mondo, delle persone che conoscevano e poi parlarono anche di loro, della loro visone delle cose.
– Perchè a volte si ha paura- terminò il discorso lui.
– Tu sei pazzo- disse lei ridendo.
– Ma chi, io?- ripete lui, sorridendo avvicinandosi a lei sempre di più. Doveva ammettere che quella vicinanza le piaceva e anche tanto.
– Sisi, tu- L’aria che si respirava era diversa, non più tesa e sull’orlo di crollare come quando si erano conosciuti, era rilassata, felice e quasi romantica.
– Sisi, sono pazzo…- ammise lui non finendo però la frase e iniziando a fissarla negli occhi.
– Non mi ero mai accorta di come fossero verdi i tuoi occhi e di quanto intensi potessero diventare- bisbigliò lei con un tremito nella voce.
– Sono pazzo- riprese lui -sono pazzo di te- e si chinò per baciarla mentre qualche goccia di pioggia cominciava a scendere. Lei però si liberò ed evitò di baciarlo, non sapeva perchè! Lei voleva baciarlo, lo voleva davvero.
– E questo?- le chiese lui, sembrando quasi arrabbiato.
– Marco senti…- iniziò lei -ho bisogno di tempo-
– Ma non è quello di cui ho bisogno io- le rispose lui iniziando ad andarsene
– Aspetta ti prego, non ti ho chiesto chissà cosa- ripetè lei.
– Sì invece, per me è così- urlò luì.
– Cosa pensavi, che portandomi qui stasera dopo tutti i tuoi giochetti sarei caduta ai tuoi piedi?- urlò di risposta lei. Era un peccato che non l’avesse sentita, se n’era già andato e si ritrovava da sola. così si avviò verso casa, insomma lui le piaceva solo che…in verità non sapeva bene cosa le fosse preso.
E dal nulla poi spuntò l’inconfondibile moto di Andrea, – Perfetto, ci mancava anche lui- pensò.
Lui la vide e iniziò a urlarle -Jessica, Jessica, vieni ti dò un passaggio!-
-No- disse bruscamente lei, anche se doveva ammettere che da parte sua era una cosa molto carina.
– Ma non vedi che piove?- riprese lui.
– Mi piace la pioggia- gli urlò lei.
Lui perse la pazienza -Ma che cazzo hai fatto? Hai bevuto, ti sei fumata qualcosa? Io non ti lascio qui- così dicendo scese dalla moto e la sollevò con forza.
– Io con te non ci vengo- ripetè lei.
– Non mi interessa- insistette lui.
– Ti odio- gli disse arrendendosi.
– Anche io, non immagini quanto- rispose lui.
Cinque minuti dopo erano davanti a una casa.
– Va bene che piove e ci si vede poco- disse lei -ma questa non è casa mia-
– Lo so, è casa mia, aspettiamo smetta di piovere poi ti porto a casa- le rispose lui.
– Ma io…- iniziò lei.
– Stà zitta un po’, non ti va mai bene niente- le urlò bruscamente.
– Sì, è vero- poi si sedette contro il muro e iniziò a piangere-
– Dai Jeje non fare così, ti porto a casa tua se vuoi, basta che smetti-
Oh come le era mancato il suo modo di dire Jeje, era unico, nessuno pronunciava il suo nome così, tranne lui ovviamente.
– E’ stata una serata di merda- era l’unica cosa che riuscì a dire tra i singhiozzi.
– Beh anche la mia, se ti può consolare- aggiunse lui sedendosi vicino a lei.
– E ho fatto una cazzata- continuò a parlare lei.
– Ok, allora hai vinto tu- le disse scherzando lui.
Lei sorrise, questo le piaceva tanto di Andrea, sapeva farla sorridere anche quando tutto il mondo avrebbe voluto farla piangere e anche quando lei non ne aveva voglia.
Lui se ne accorse -Vedi che va già meglio, sei più carina quando sorridi-
-Perchè tanta gentilezza stasera?- chiese all’improvviso lei.
– le serate di merda hanno uno strano effetto anche su di me- le rispose scherzando.
Lei sorrise, di nuovo e stavolta anche lui ricambiò il suo sorriso.
– Mi sa che devi restare qui tutta la notte, non credo che smetterà presto di piovere- sussurrò lui interrompendo il silenzio.
– Domani c’è scuola!-
– Ma c’è sciopero le prime 3 ore, ti porto a casa appena ti svegli-
– mmh va bene- si interrupe, poi continuò -Sappi che continuo ad odiarti, ma fino a domani mattina farò un’eccezione…Mi dica figliolo- disse imitando la voce di un prete -mi confidi i suoi peccati di stasera-
– Solo se anche tu fai lo stesso e vedrò di non odiarti nemmeno io, ma non ti prometto niente- rispose lui.
– Affare fatto, vuoi cominciare tu?-
– No vai prima tu, ma prima andiamo a letto che sono stanchissimo- disse lui sbadigliando.
– Ma io non voglio dormire con te!- si lamentò lei.
– Se preferisci la cuccia del cane…a te la scelta- scherzò lui.
– Va bene, niente cuccia- disse lei sorridendo.
Cinque minuti dopo erano tutti e due seduti sul letto pronti a confidarsi per una specie di tregua momentanea.
– Non ho voluto fare l’amore con lei- disse tutto di un fiato lui.
Lei stupita, molto, molto stupita chiese – Se posso saperlo, perchè?-
Lui si passò una mano tra i capelli biondi -Perchè……di sì. E aveva già programmato giorno, data e ora.-
– Ah capisco- mentì lei. Lo conosceva troppo bene, dopo pochi secondi dall’ultima frase sarebbe partito a spiegarle tutto anche se lei non glielo aveva chiesto, proprio perchè lei non gli aveva chiesto niente.
– Perchè secondo me esagera e ne fa una questione di stato e si incazza se le dico che la penso così, deve avere sempre ragione e a volte non capisce proprio un cazzo.-
– Beh magari lei la pensa diversamente, devi provare a dirle quello che adesso stai dicendo a me-
– Vedi è questo il suo problema, non ci si può parlare, non ti ascolta e quando voglio essere lasciato stare è sempre lì che mi chiede cosa ho fatto, se ce l’ho con lei…- finì il suo discorso.
– Vedrai che si sistemerà tutto- disse lei, sperando anche solo per un momento che andasse davvero così-
– e a te che cosa è andato storto?- la sua voce risuonò nella stanza interrompendo il silenzo.
– Mah diciamo che ho evitato di baciare il ragazzo che mi piace, anche se non so il perchè. Lui se l’è presa e adesso credo, anzi ne sono quasi sicura, di aver perso una persona a cui tenevo davvero tanto-
– Tranquilla, che prima o poi gli passa-
– Ma io non voglio aspettare che gli passi, lo voglio ora. Se solo non fossi così incredibilmente testarda-
– Se vuoi davvero qualcosa, anzi qualcuno, smettila di lamentarti, corri e vallo a prendere-
Lei fece uno scatto, si alzò in piedi e…
– Non intendevo adesso, diciamo domani mattina- la interruppe lui -se ti lascio da sola chissà poi cosa mi combini-
Lei sorrise, ma poi si rattristò subito – E se non ci potesse essere un’altra occasione?-
– Vuol dire che non doveva succedere-
– Dai non dire così…è tutta colpa mia-
– Non è vero, è solo che a volte si ha paura più di quanto si possa immaginare- ribadì lui sorridendole veramente. Non quei falsi sorrisi che faceva alla gente, uno dei suoi veri e stupendi sorrisi.
– Più o meno è la stessa cosa che mi ha detto lui- pensò a voce alta Jessica.
-Davvero? è un pezzo di un brano che stiamo leggendo in classe- rispose lui sbadigliando.
– Ah ok- lei ci pensò su un po’ e poi l’irrefrenabile foglia di abbracciarlo la assalì, lo abbracciò, tanto quella sera non poteva essere ancora più strana.
– Mi sei mancata, un pochino- ammise lui.
– Anche tu, ma adesso buonanotte!- disse lei progettando già un folle piano per il giorno seguente.
-Buona notte anche a te-

To Be Continued…

TESTI E TRADUZIONI © RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi su:
  • Google+

Commenti ( 22 )

Lascia un commento

Scrivendoci il tuo indirizzo e-mail potrai lasciare un commento al post
Per conoscere come saranno trattati i tuoi dati ti invitiamo a leggere l’informativa privacy pubblicata su questo sito.

:D :-) :( :o 8O :? 8) :lol: :x :P :oops: :cry: :evil: :twisted: :roll: :wink: :!: :?: :idea: :arrow: :| :mrgreen: