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Storie di Fan: Maybe – Cap. 19

Capitolo 19

Era suonata la sveglia -strano, non è la solita canzone- pensò lei. Solo dopo si ricordò che non era a casa sua e le faceva un effetto diverso, forse un po’ malinconico, trovarsi vicino ad Andrea, di nuovo dopo tanto tempo, che si era addormentato abbracciandola. Era tremendamente strano, ma anche carino da parte sua. Doveva proprio succedere, era quasi sicura di essersi innamorata di Marco, invece…
– Merda, merda, merda- pensò -maledizione alla parte dolce di Andrea-
Non doveva pensarci, oggi doveva rivedere Marco e non riusciva ad aspettare di entrare a scuola, era così impaziente.
Ma più ci pensava, più guardava Andrea dormire, più si accorgeva che era bello e le aveva fatto dimenticare una brutta serata.
– Hey, è ora di svegliarsi- sussurrò all’orecchio di lui.
– Hey Jeje, ma che ore sono?- le rispose ancora intontito.
– le 9 e alle 10 dobbiamo entrare a scuola- sorrise.
– No, non ne ho voglia- le rispose brontolando e stringendola sempre di più, poi se ne rese conto e la lasciò di scatto- scusa, non me ne ero accorto, ti sto abbracciando da tanto?- continuò un po’ imbarazzato mentre si passava una mano fra i capelli.
– Diciamo da quando mi sono svegliata. Poi non so…- ammise imbarazzata pure lei.
Il viso di Andrea si illuminò come se avesse avuto l’idea più geniale di tutta la sua vita.
– Dai, dai, facciamo fuoco? Tanto per andare a scuola tre ore, non ne vale la pena!- iniziò a chiederle cercando di convincerla.
– Nono, almeno io no- rispose lei
– Daiiii- provò di nuovo a convincerla -chi vuoi che se accorga?! Poi le firme te le faccio io, sono abbastanza bravo ad imitare la calligrafia degli altri-
– Nooo, non se ne parla. Oggi no, poi se questa brillante idea ti venisse qualche altra volta potremmo pensarci- gli disse lei, cercando di essere il più credibile possibile.
Lui si accorse però che c’era dell’altro -Mmmh- disse mentre si copriva la faccia con un cuscino -cosa devi fare di così importante a scuola?-
– Devo risolvere una cosa piuttosto importante- gli rispose lei pensando così di aver chiuso l’argomento.
– Ahh – capì Andrea -quindi LUI viene a scuola con noi?- le chiese sospettoso.
– Può essere- ammise lei -ma attenzione non ti ho detto di sì-
– Vabbè, lo prendo come un sì. Che classe fa?- chiese sempre più interessato lui.
– Non te lo dico- gli rispose ridendo lei.
– Che cattiva!- lui fece finta di sembrare offeso mettendo il broncio.
– Dai, se mi va bene oggi lo scoprirai- cercò di convincerlo lei, poi aggiunse -questo è un valido motivo per andare a scuola, non credi?-
– può essere…- lui si teneva sul vago, poi si girò verso di lei e le chiese -Sei pronta che ti porto a casa?-
– Sì, andiamo- annuì lei.

Arrivati sotto casa sua, lui le sussurrò all’orecchio -Ricordati che il nostro patto è finito-
Se lo aspettava! Ecco che tornava la sua parte stronza -Come potrei dimenticarlo? Continuo a odiarti sai!- gli rispose.
– Anche io, ma ammettilo che ti sei divertita?!- le chiese voltandosi verso di lei.
– Può essere- ci pensò un attimo, non le sembrava una risposta convincente poi aggiunse -e tu?-
– Non lo saprai mai- lui rise e ripartì senza darle nessuna risposta.

Esattamente mezz’ora dopo era davanti a scuola, non era mai stata così puntuale e questa cosa era davvero strana. Appena Marco varcò la soglia, lei lo tirò per un braccio e lo trascinò in un angolino.
– Dobbiamo parlare- gli disse convinta.
Lui si voltò a guardarla, prima di parlarle aspettò una quantità di secondi che a lei sembrò infinita. Quel silenzio le metteva ansia, parecchia ansia.
– A me non sembra…guarda che ero tornato a prenderti ieri sera e ti ho visto con Lui…- e si divincolò dalla sua presa ritornandosene dai suoi amici, prima che lei potesse aggiungere qualsiasi parola, anche solo per giustificarsi.
– Hey Jeje – la salutò Denise da dietro
– Hey ciao- le rispose sobbalzando, concentrata nei suoi pensieri
– Dimmi è successo per caso qualcosa?- le chiese sospettosa.
– Una quantità catastrofica di eventi- le rispose aspettando un attimo prima di partire a raccontarle tutto, ma suonò la campanella interrompendo il loro discorso.
– Vabbè, mi racconterai dopo- le disse l’amica.

Doveva almeno parlarci, almeno quello. E nella mente le risuonarono le parole di Andrea “Se vuoi davvero qualcosa corri e valla a prendere”, seguite da “quando dice cose serie ha sempre tremendamente ragione, il che lo rende ancora più insopportabile.”
Così ci riprovò, lo trovò, lo ritirò per un braccio e lo trascinò a parlare in angolo prima che tutti gli altri studenti entrassero e li travolgessero.
– Adesso ascoltami…- glielo disse talmente convinta che sembrava un ordine -al prossimo cambio d’ora nel famoso stanzino!- si fermò, poi aggiunse evitando la sua successiva domanda -perchè, te l’ho già detto, noi dobbiamo parlare-
– E perchè credi che verrò?- le chiese Marco guardandola con i suoi ipnotizzanti occhi verdi.
“Se vuoi davvero qualcosa corri e valla a prendere” questa frase ronzava ancora nella sua mente.
– erchè altrimenti non…- poi non sapendo come continuare disse -Scusa, ma non sono mai stata brava a parole.- E così si avvicinò e lo baciò, un bacio leggero prima di correre in classe, anche se non riuscendo a resistere a metà strada si voltò per guardarlo, lui stava facendo lo stesso.

Arrivata in classe, nonostante la materia le piacesse non riusciva proprio a stare attenta, contava i minuti che mancavano al suono della campanella, anche se quella mattina il tempo sembrava non passare mai. Il suo libro era un misto di “meno 59 minuti…meno 58 minuti” e cuoricini. Era presente fisicamente, ma con la testa era altrove e il suo sguardo era fisso sull’ orologio.
*Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin* -Finalmente!- pensò, catapultandosi fuori dall’aula velocissima, cercò di attraversare il corridoio nel modo più naturale possibile, anche se si vedeva il suo sorriso stampato in faccia. Aprì la porta cercando di non fare rumore ed entrata iniziò a sussurrare
– Marcooooo dove sei?- visto che la luce era spenta. Dopo essersi assicurata che non ci fosse, si sedette su una sedia, almeno credeva fosse un sedia, e lo aspettò. I secondi le parvero ore e il silenzio era diventato inquietante, l’aria era pesante così fece per uscire quando sentì la porta cigolare e aprirsi. Trattene il respiro, sì era lui. Un sorriso enorme le si stampò in faccia, a lui vedendola accadde lo stesso.
– Mi dispiace per l’altra sera, non dovevo prendermela così- interruppe il silenzio lui.
– Dispiace anche a me, alla fine sei venuto eh?- lo stuzzicò lei.
– Beh, mi avevi dato delle motivazioni piuttosto convincenti- rispose lui.
– Quindi adesso tutto a posto?- gli chiese sorridendo.
Lui si fece improvvisamente serio e il tono di voce cambiò -Un ultima cosa, cosa ci facevi con Andrea??-
– Ma niente! Mi ha chiesto se volevo un passaggio, io gli ho urlato contro e ha pensato fossi fatta e siamo andati a casa anche perchè pioveva- rispose lei.
– Siamo andati a casa??- le chiese con fare sospetto lui.
– Sì, perchè diluviava e casa sua era la più vicina, anche se comunque gli ho urlato contro anche per quello. Poi stamattina sono tornata a casa- cercò di chiudere l’argomento lei.
– Dormito? Casa sua? Non mi piace per niente- il suo tono era improvvisamente gelido, distaccato.
– Sì, era stata una serata di merda anche per lui- rispose cercando di essere il più convincente possibile, ma poi si affrettò ad aggiungere -Sai, l’altra sera mi hai detto “perchè a volte si ha paura”. Beh ho avuto paura, di innamorami di nuovo, di ricascarci, ma soprattutto di soffrire di nuovo e non ho capito nemmeno io che cosa mi ha preso.-
Lui le tappò con un dito la bocca -Ssssh non dire più niente. Mi piacerebbe solo sentire un altro po’ di quelle motivazioni interessanti di questa mattina.-
Non se lo fece ripetere due volte e si baciarono, come aspettavano tutte e due da un po’ di tempo.
– Mi piaci davvero tanto- le disse lui fermandosi un attimo a guardarla.
– Anche tu, ma penso che adesso sia ora di andare- gli rispose lei, anche se non avrebbe voluto andarsene.
– Ci vediamo all’uscita, ok?- le domandò lui prima di sparire.
– Ok- acconsentì sorridendo e sentendosi di nuovo nel suo mondo a cuoricini.

The End

TESTI E TRADUZIONI © RIPRODUZIONE RISERVATA

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