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Storie di Fan: Maybe – Cap. 24

Capitolo 24

– Allora, che facciamo oggi?- chiese lei.
– Non lo so, gli altri che fanno?- chiese a sua volta lui, mentre erano seduti sul suo letto.
– Boh, aspetta che chiedo!- rispose, dopo essersi alzata si mise a urlare- Dennnnnn- aspettò qualche secondo, ma non sentendo nessuna risposta rincominciò- Dennnnnnnnn-
– Dimmi Jeee- le rispose urlando l’amica dall’altra parte della casa, per loro urlare da una parte all’altra era normale.
– Che fate tu e Matteo oggi?-
– Andiamo al cinema, volete venire con noi?- chiese sempre urlando l’amica.
– Attimo che chiedo-
– Loro vanno al cinema, tu che vuoi fare?- chiese sorridendo a Marco.
– Bo, non ho voglia di andare al cinema e se invece andiamo fuori stasera?- propose lui.
– Mi piace come idea, aggiudicato- concordò lei scattando di nuovo in piedi per rispondere a Denise.
– Dennnnn-
– sì Jeeeeee-
– Rimaniamo a casa, noi usciamo stasera, venite?- propose all’amica.
– Siiii stasera sì- urlò soddisfatta l’amica.
– Quindi possiamo fare quello che vogliamo oggi, tutto quello che vogliamo!- le disse ridendo Marco.
– Mmmh interessante- ribatte lei mordendosi un labbro- Prima di fare progetti però senti dalla tua amica se stanno anche loro qui-
– E da quando è la mia amica?- le chiese sorridendo lui.
– Da quando l’hai invitata- non gli diede il tempo di ribattere che lo spinse fuori dalla stanza – Dai su, su vai!-
Due minuti dopo era di ritorno e la trovò nella stessa posizione in cui l’aveva lasciata.
– Se ne vanno al cinema anche loro, siamo da soli, ma proprio soli soli!- le disse felice, sottolineando ogni volta con la voce la parola soli.
Era seduta sul bordo del letto, così lui le diede una spinta per farla cadere, ma lei fu più veloce, lo afferrò per la felpa e tirò sul letto anche lui, i loro visi erano vicinissimi e come se non si fossero mai visti prima passarono qualche minuto intero a guardarsi per poi iniziare a baciarsi.
– Uffa volevo farti cadere- sbuffò lui.
– Hahaha non ci sei riuscito, cioè ho io ho tirato anche te- rispose ridendo soddisfatta lei.
– Ma non è giusto tu hai gli occhi così verdi!- sbuffò lei tirandogli un cuscino.
– E tu sei bellissima comunque- rispose lui tirandole a sua volta un cuscino.
– Bugiardo, non è vero!-
– Si che lo è!- ribattè sorridendo lui prima che tutti e due iniziarono a tirarsi e picchiarsi con i cuscini, una vera e propria lotta, per poi piantarla e rincominciare a baciarsi. Giocavano come due bambini che scoprivano piano piano l’amore.
– A volte me lo chiedo cosa ci fai con una come me!- iniziò il discorso lei.
– Anche io me lo chiedo cosa ci fai con uno come me!-
– E’ semplice: Io ti piaccio!- concluse sorridente lei.
– Modesta la ragazza è?- disse lui per stuzzicarla.
– Quando serve!- rispose lei
– Ti amo Jess-
– Ti che?- chiese lei facendo finta di non sentire.
Lui non rispose, anzi l’attiro a sé e iniziò a baciarla, erano perfetti per quel momento, lui aveva bisogno di lei come lei aveva bisogno di lui, si completavano come due metà perfette. Si baciarono senza capire dove stavano andando e in un lampo, fra un bacio e l’altro si ritrovarono non più sul letto, ma sul tappeto.
– Cazzo, Marco siamo impediti o cosa?- chiese lei.
– Perchè Jess?- chiese lui in un tono sospettoso.
– Ieri pomeriggio finiamo contro il muro, ieri notte contro il tavolo, stamattina di nuovo contro il muro e adesso cadiamo dal letto e finiamo sul tappeto!-
– Che dire, siamo speciali!- le rispose sorridendo e stringendola a sé sempre di più, poi si avvicinò al suo orecchio e le sussurrò – e un po’ matti!-
– Mmm lo sapevo!- non riusciva a smetter di pensare a quanto fosse bello stare fra le sue braccia, quanto si sentiva protetta, amata e incredibilmente felice- E adesso che facciamo?-
– Ti va di andare a vedere la soffitta? Da piccolo mi rinchiudevo sempre là, è pieno di cose interessanti- chiese sorridendo lui, quando sorrideva in quel modo gli brillavano gli occhi che diventavano ancora più verdi e belli.
– E me lo dici solo adesso?- chiese a sua volta stupita lei.
– Quindi è un si?- domandò perplesso Marco.
– No è un: Marco, soffitta, subito!-

Dentro a uno stanzino, di cui lei tra l’altro non conosceva nemmeno l’esistenza, c’era una scala che portava in soffitta, era un posto enorme e pieno di bauli, mensole ricche di oggetti, scatoloni, un divano immenso e odorava di muffa.
– La parte più divertente è dentro al baule, ti va se lo apriamo?- le chiese lui.
– e me lo chiedi!- risponde ridendo lei.
Ci volle qualche minuto, prima che riuscissero ad aprirlo, era pieno di polvere e la chiave era dura da girare per aprire il lucchetto, ma quando lo aprirono lei non riuscì a trattenere l’espressione meravigliata.
– Oh, ma è pieno di costumi- urlò lei.
– Belli è?- le chiese lui, poi ne prese uno e glielo tirò – Dai provalo!-
– Posso?- chiese stupita lei, lui annuì- Adesso girati- gli ordinò lei.
– Perchè mi vergogno!- ammise lei.
– No dai!- la supplicò lui.
– Marco girati!-
– Va bene- sbuffò lui- conto fino a 20 e poi mi giro-
Il vestito che le aveva lanciato era giallo, era uno di quelli da film, tutto pieno di paillettes dorate in stile molto principesco però era molto bello, anzi stupendo.
– Allora come sto?- gli chiese lei non appena lui si girò.
– Mmmh insomma, è molto troppo principesco! Sembri appena uscita da un film della Disney –
– Ok ho capito non ti piace, beh allora provo questo!- sbuffo lei.
– Va meglio?- chiese poco dopo.
– Diciamo di sì, ti fa molto Marylin Monroe, però mi piace!- le rispose lui. In quel momento lei si accorse che una foto era scivolata sul pavimento.
– Ehy che è?- chiese curiosa a Marco.
– Non mi ricordavo neanche di questa foto- appena la vide sul suo viso spuntò un buffo sorriso.
Lei lo guardò con aria interrogativa, lui capendo iniziò a parlare -Allora, siamo io e la mia amica che a quell’età era più o meno la mia fidanzata, avevo sei anni-
– Ahhhh, mi sta antipatica!- disse lei, non era giusto che lo dicesse, lo sapeva e la bambina della foto aveva anche un viso simpatico.
– Perchè?- domandò non capendo lui.
– Perchè ti sta baciando su una guancia nella foto e tu sei solo MIO e basta, e perchè eri davvero un bambino carinissimo- ammise lei.
– Eddai Jess avevamo sei anni, cosa ne sapevo io che dodici anni dopo avrei incontrato te?- le rispose sorridendo lui e poi sorridendo sempre di più le lanciò un altro vestito – Provati questo! Conto fino a dieci!-
– Ma che razza di vestito è?- chiese lei.
– Tu mettilo! 5…6…- rispose deciso lui.
– Miiiiiiiiiii- disse lui sgranando gli occhi -Ok questo è decisamente il migliore!- poi annuì soddisfatto.
– Ci credo, sono mezza nuda- ribatte lei cercando di coprirsi con il lenzuolo che c’era sopra il divano.
– Te lo credo è un vestito da cubista, adesso sembri sempre una principessa della Disney, solo in versione hard- le disse lui scoppiando a ridere.
– Ma smettila!- gi rispose prendendo un altro vestito dal baule e tirandoglielo.
– Ti amo- iniziò lui avvicinandosi sempre di più – e…questo vestito ti sta da Dio-
– Anche io e non indosserò mai più niente del genere per nulla al mondo- avvicinandosi anche lei a sua volta.
-1…- pensò- Lui la attirò a sè…
-2…- e iniziarono a baciarsi
-3…- si guardarono un secondo
-4…- arretrarono fino a finire vicino al muro
-5…- si ritrovarono stesi sul divano senza smettere di baciarsi un secondo solo.
-6…- Lei aveva paura di lui, ma non desiderava altro che lui solo, soltanto lui.
– Io non…- provò a dire lei- Ci voglio andare piano Marco, ho paura di rovinare tutto, non voglio…-
– Shh lo so- rispose lui mettendole un dito sulle labbra- Lo vogliamo tutti e due, questo è l’importante no?-
E si lasciò andare. Aveva ragione lui, scoppiò tutto l’amore che provava in quel momento.
-7…- non c’era più spazio per le parole.
-8…- non c’era più nemmeno posto per i vestiti erano già per terra.
-9…- Si lasciarono andare su quel divano.
-10…- Il lenzuolo era freddo. Loro no, anzi.

To Be Continued…

TESTI E TRADUZIONI © RIPRODUZIONE RISERVATA

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