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Storie di Fan: Maybe – ultimo capitolo

Epilogo

Primo, io odio l’aereo, mi dà uno strano senso di inquietudine.
Secondo, non so perchè sto scrivendo una nota sull’iPod, mi sto rincitrullendo.
Terzo, perchè? Perchè? Andrea, ormai sei partito, perchè ti fai questa domanda?
Sull’aereo c’è anche una scolaresca che sta andando in gita, perchè lo so? Perchè me l’ha raccontato la ragazza seduta accanto a me, si chiama Valentina, ha 15 anni, due occhi azzurri come il cielo quando è terso (da quando conosco questa parola?), i capelli abbastanza lunghi, lisci e biondi. E’ gentile e anche simpatica, abbiamo parlato un po’ prima e al momento mi sta osservando disegnare. Puntualmente la sto disegnando, da una settimana a questa parte non faccio altro, la ritraggo ovunque e in qualsiasi modo. Ok, intendiamoci, non esplicitamente lei: disegno Stella che è come un personaggio parallelo a lei, anche se si vede eccome la somiglianza. Ed eccola che prende forma sul foglio, con il vestitino nero dell’altra sera, i capelli arruffati, in disordine che le ricadono morbidi sulle spalle, la parrucca biondo platino in una mano e la maschera azzurra nell’altra.
– Hey posso sapere chi è?- mi domanda Valentina interrompendomi e riportandomi con i pensieri sulla terra.
– Lei è Stella- sorrido.
– Esiste davvero?- mi chiede.
– Certo, solo che nella realtà non si chiama così-
– Ah capisco- mi risponde ridendo – e ti piace?-
– Può darsi- ammetto guardando altrove.
– Quindi è la tua ragazza?- continua a domandarmi sempre più curiosa.
– Non ancora diciamo, ma noi siamo complicati- sorrido mentre lo dico, perchè so che è vero.
– Ah bè, sicuro il ragazzo- mi risponde dandomi un pacca sulla spalla.
– Bè non proprio, c’è un piccolo dettaglio che si chiama Marco-
– Ah è pure fidanzata, ma si fanno queste cose!?- mi rimprovera ironica. Ci guardiamo per qualche secondo e scoppiamo a ridere, poco dopo mi prende per una manica e mi trascina verso il finestrino -Guarda, guarda Andrea stiamo per atterrare!!-
– Ah era ora finalmente! Adesso sì che le cose si fanno interessanti-
– Se lo dici tu-
Dopo un po’, diciamo pure un bel po’ di tempo, mi sto avviando per uscire dall’aereoporto quando qualcuno, meglio dire qualcuna, mi chiama.
– Andreaaaaa- continua a urlare la voce, mi volto: Valentina, le vado in contro
– Cosa ci fai tu qui!?- le chiedo stupito.
– Io ho…- si ferma di parlare per riprendere fiato si vede che ha corso- Ho visto Stella all’aeroporto, è possibile?-
Di slancio l’abbraccio e poi iniziando a correre le urlò – Grazie Vale!-
-Corri, corri, corri – mi ripeto nella mente, sperando che lei sia ancora lì- non è troppo tardi, non è mai troppo tardi per noi-

– Finalmente siamo arrivati- penso soddisfatta salendo su un taxi che mi porterà al mio hotel-
Mi attacco al finestrino e osservo il tragitto, più guardo questa città più mi piace.
Accendo finalmente il cellulare, Denise si è già fatta sentire:
– Non ci crederai mai, quel figo del tuo ex ragazzo e la vipera, cioè non ha molto senso, l’equilibrio degli ultimi mesi si sta sconvolgendo. Per la cronaca Andrea ha fatto puf, nel senso che nessuno l’ha più visto. Rispondimi appena puoi.-
E’ rimasta più sconvolta lei di me, ma adesso voglio solo farmi una bella doccia, andare a dormire e riprendere il mio giro turistico domani.

Qualche ora più tardi mi sto addormentando stesa sul letto, mentre alla tv scorrono le immagini di un film che avrò visto almeno venti volte.
Qualcuno bussa alla porta della camera, in teoria sono in pigiama e poco presentabile, ma in pratica non mi consoce nessuno, quindi tanto vale non preoccuparmi.
Assonnata, mi alzo e vado ad aprire. Vedo sorpresa che non c’è nessuno – uno scherzo- penso, ma mentre sto per chiudere la porta mi accorgo che c’è una busta sul pavimento, vedendo che è indirizzata a me, nonostante tutto questo sappia molto da film, la raccolgo.
La apro, più precisamente disfo la busta perchè muoio dalla curiosità, vedo una scritta, sorrido, ho già capito tutto è…

Alla fine non ce l’ho fatta a raggiungerla all’aereoporto, ma non potevo perderla, non di nuovo! Mi sono precipitato sul primo taxi e all’autista ho ordinato di seguire quello che aveva preso lei. E’ infantile, insensato e tutto quello che volete, ma dovevo trovarla. Ti sei mai innamorato davvero? Beh, allora saprai che non sono tutti baci e ti amo e a volte fai delle cose che non ti saresti mai immaginato di saper e poter fare. Dopo aver capito qual’era il suo hotel, sono andato ad acquistare due biglietti per Disneyland Paris perchè avevamo progettato di andarci insieme, sono tornato al suo albergo e poi fingendomi suo parente, con un po’ di fatica, mi sono fatto dire il numero della camera. Man mano che salivo i gradini e attraversavo i corridoi, qualcosa mi prendeva, era una bella sensazione credo, sono arrivato davanti alla camera 254, ho appoggiato la busta a terra, ho bussato e sono corso via. Non proprio via, non sono mica stupido, mi sono nascosto nel corridoio e ho aspettato di vederla uscire. Era in pigiama, ho dovuto trattenere le risate, era buffa, ma anche tanto carina, con aria scocciata ha aperto la busta, ha sorriso e lì ho capito che stavo facendo la cosa giusta.

I miei programmi hanno subito un grosso cambiamento, oggi vado a Disneyland Paris. Non chiedetemi come quel biglietto abbia fatto ad arrivare davanti alla mia porta, né del perchè sono sicura che c’entri Andrea. Lo so, lo so e basta. Sto facendo la fila per entrare, più precisamente sto morendo dalla voglia di vederlo, ma questo non glielo farò vedere, almeno non subito.
Non c’è, almeno non ancora, qualcuno mi dica che sta arrivando, vero? I minuti passano e inizio a avere paura di essermi immaginata tutto così decido di farmi un giro. Certo è tutto fantastico, ma continuo a chiedermi: lui dov’è?! E tra qualche passo, un po’ di zucchero filato, mi ritorna per la mente la frase che mi ha detto prima che partissi “Non è troppo tardi per noi”

Mi sono svegliato tardi, no dico è possibile, devo vederla e mi addormento!? Che coglione!
Sono all’entrata, possibile che ci sia tutta questa fila?! Dopo dieci minuti che mi sono sembrati ore sono riuscito finalmente ad accedere, non la vedo. Stupido che non sei altro – mi ripeto- non la vedi perchè non c’è! Sto per lasciar perdere tutto quando la noto spuntare, da un sentiero coperto da cespugli, con lo zucchero filato in mano. Non la chiamo, aspetto che mi veda. Alza lo sguardo, vede il mio…
Mi sorride.
No forse non avete capito bene.
Mi sorride, proprio a me.
Mi viene incontro, piano, davvero molto piano e io faccio lo stesso. Pochi secondi e ci ritroviamo faccia a faccia. L’abbraccerei, ma non so se sia la cosa giusta, forse non subito, così mi limito a uno stupido e scontatissimo “ciao”.
– Ciao- mi risponde, vedendo che non dico altro, aggiunge- immaginavo fosse opera tua!-
– Immaginavi bene- le sorrido, lei ricambia.
– Che ne dici se ce ne andiamo a fare un giro così parliamo meglio?- mi chiede evidentemente imbarazzata.
Ci avviamo, le metto un braccio intorno alle spalle; si fa abbracciare, questo è già un buon inizio.

– Allora cosa ci fai qui?- gli chiedo cercando di iniziare una conversazione.
– Cosa pensi sia venuto a fare?- mi risponde.
– Non lo so- ammetto.
– Senti non è mai troppo tardi per noi- inizia – lo sai, non era troppo tardi quella sera e non lo è ora e solo il fatto che siamo qui tutti e due ne è la prova-
– Ti sei innamorato di Stella?- chiedo, ancora colpita dalle sue parole che tentano di abbattere quel muro che avevo creato per stargli lontana, guardandolo negli occhi.
– Un po’, forse di quello che rappresenta-
– Ma io non sono lei e chi mi dice che questa volta posso fidarmi? Che durerà davvero? Che non te ne tornerai da me con un’altra?- gli chiedo cercando risposte, anche se so che quelle nemmeno lui le sa.
– Vedi, noi siamo come una calamita, possiamo stare lontani a volte, ma finiamo sempre e comunque per ritrovarci attratti l’uno dall’altra-
– Non fa una piega, ma non mi hai risposto!- socchiudo gli occhi riducendoli a una fessura, non so più quale sia la cosa giusta.
– Non lo so- ammette – ci riproviamo io e te? Di nuovo, non ripartiamo da zero, riprendiamo da dove abbiamo interrotto- mi propone prendendomi la mano.
– Può darsi- rispondo indecisa.
– Vaffanculo te e il tuo può darsi- mi risponde ridendo.
– Mah- cerco di ribadire, mi appoggia un dito sulle labbra.
– Lo sai perchè ti amo? No te lo chiedo perchè non sono sicuro che tu lo sappia-
Faccio cenno di no con la testa, sono ancora ferma alle parole ti amo.
– Perchè sei bella, ma non è solo per questo, perchè sei tu, il tuo essere te, semplicemente te. Ti rende speciale- continua lui sorridendo.
Sorrido pure io.
– Anzi- riprende lui- voglio che lo sappiano tutti!- e inizia a urlare: Jessica io ti amoooo-
– Smettila, Andrea smettila- gli urlo io ridendo- se ti dico che ti amo anche io la smetti?- chiedo sorridendo.
– Ok- acconsente lui, avvicinandosi sempre di più.
– Sei un bambino, sei lunatico, non capisco mai cosa ti passa per la testa, se ti importi qualcosa di me e a volte sei anche stronzo, ma- mi fermo di parlare aspettando una qualsiasi reazione da parte sua, non si muove, così continuo- ti amo e adesso baciami altrimenti non la finiamo più di parlare e potrei anche ripensarci-
– Non me lo farei ripetere due volte-
E ci baciammo.

The End

TESTI E TRADUZIONI © RIPRODUZIONE RISERVATA

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