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Storie di Fan: Screaming – Cap. 5

-Capitolo 5-

Guardami, non potrei sembrare una buona figlia 
Dimmi, dimmi che è l’ombra che riflette me 
Non è come la vorrei perchè non so 
Chi sono e chi sarò 
Lo so io, e solo io 
E il riflesso che vedrò mi assomiglierà 
Quando il mio riflesso avrò, sarà uguale a me

-Allora tutto è cominciato tanto tempo fa, a scuola. Avevo 12 anni ed ero una delle ragazze più popolari della scuola, forse anche perché ero un’attrice. Tutto quell’amore riempiva le mie giornate e colmava i vuoti provocati dal tuo divorzio. Infatti, quando papà se ne era andato io mi ero sentita vuota, come se una parte di me se ne fosse andata con lui. Tuttavia, un giorno tutta quella “serenità” è scomparsa. La mia unica speranza mi ha abbandonato.
Il 20 dicembre, quello stupido 20 dicembre sono circolate su di me strane voci durante l’ora di pranzo ed i miei presunti amici mi hanno abbandonato. Quel giorno stesso ho ricevuto delle minacce sul cellulare e hanno cominciato ad offendermi. C’era persino nel bagno il muro dell’odio: tutti quelli che mi odiavano firmavano e scrivevano offese. Le parole più ricorrenti erano “brutta” e “grassa”.
Erano potenti perché sapevano che quello era il mio punto debole. Fin dall’età di 8 anni mi ero guardata allo specchio e mi ero trovata grassa, ma mai avevo deciso di fare qualcosa. Fu in quel momento che capii che se ero così sola, la colpa era del mio peso.
Per questa ragione cominciai a digiunare. Le prime settimane è stato davvero terribile e spesso ho ceduto alla tentazione di mangiare qualcosa. La notte però, quando non riuscivo a dormire, provavo il rimorso e correvo in bagno per vomitare tutto quello che avevo ingerito.
Tuttavia queste azioni persero il loro fascino e provai il desiderio di scaricare la mia tristezza in un altro modo. In fin dei conti questa doveva comparire solo di notte, così che voi non ve ne accorgeste. Una notte nella quale non smettevo di piangere corsi nel bagno e mi guardai allo specchio chiedendomi quale fosse il modo giusto per liberarmi di quella sofferenza.
Vidi sul mobile una lametta che tu avevi usato per depilarti. La presi e mi tagliai le vene.
Lo avevo visto fare molte volte ad altre ragazze, ma non credevo facesse così male. Era terribile vedere il sangue uscire dal mio polso e bagnare il lavandino…
Quando smise di fluire dovetti pulire tutto e lavare l’asciugamano che avevo usato. Da quel giorno però, farlo fu molto più facile e cominciai ad abituarmi a quel vortice di emozioni.

Poi ho fatto quel provino per Camp Rock e questo ha cambiato la mia vita. Dopo aver recitato quelle poche battute davanti ai responsabili del film, cominciai ad essere nervosa.N on facevo che chiedermi: -E se non mi prendessero perché sono grassa?-
Fu così che corsi in bagno e vomitai, questa volta rigurgitai sangue però. Infatti non mangiavo da settimane e avevo espulso ogni caloria dal mio corpo. Alla fine mi presero e per un po’ mi sentii meglio. Durante le riprese per la prima volta mi sentivo a mio agio e potevo essere me stessa. Tuttavia la mia vita ricadde nel baratro quando il film fu trasmesso su Disney Channel.
Le ragazze dicevano che non ero abbastanza bella e brava per lavorare con i Jonas Brothers.
Questo mi ha molto ferito e ho cominciato a crederci anche io. Ho cominciato a paragonarmi alle altre giovani attrici e a sentirmi insicura. Il successo è arrivato velocemente e improvvisamente tutti i paparazzi hanno cominciato a fotografarmi. Le foto finivano sul web e le ragazze non smettevano di scrivere commenti sgradevoli. Così i miei problemi sono peggiorati e la cosa peggiore era che in tutto questo mi sentivo sola.

Le persone che mi circondavano mi illudevano e cercavano di riempire i miei vuoti in modo errato. In poche parole hanno cominciato a farmi sniffare. I responsabili dei locali mi davano la cocaina per fare in modo che tornassi da loro. Per loro era tutto una pubblicità.
Ogni volta che terminavo uno show, il calore dei fan mi abbandonava e tornavo a sprofondare nella solitudine. Questa situazione è continuata fino a poco tempo fa.-

Avevo parlato così velocemente che non avevo notato che mia madre aveva gli occhi lucidi.
Si alzò e uscì dalla camera in lacrime. Erano gocce di delusione e dolore e mi facevano davvero male. L’infermiera mi guardò e mi chiese: -Nessuno si è mai accorto dei tuoi problemi?-
-Bè ho rischiato spesso di essere scoperta. Una volta durante il party dei Sweet Sixteen di una mia amica mi hanno fatto una foto in cui si vedevano i graffi sui polsi. I giornali hanno dato la notizia, ma un responsabile della Disney l’ha smentita.-
La osservai mentre scriveva alcune cose su una cartellina.
-Allora sono grave?- le chiesi.
-No…non di più degli altri. Dopo un po’ di tempo trascorso qui nella pace, starai meglio-
Mi sorrise ed io le sorrisi. Stavolta però era un sorriso sincero.
Uscii dalla stanza ansiosa di rivedere mia madre. La vidi appoggiata al muro. Mi avvicinai a lei e le chiesi: -Sei delusa, vero? Sono un disastro-
-No…no…tesoro- mi sussurrò nell’orecchio -sono arrabbiata con me, perché io avrei dovuto accorgermene ed evitarlo-
Mi abbracciò e cominciammo a piangere come bambine.
Ero finalmente libera di tutto quel peso che per anni avevo portato sulle mie spalle.

To Be Continued…

TESTI E TRADUZIONI © RIPRODUZIONE RISERVATA

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