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Storie di Fan: Screaming – Cap. 9

-Capitolo 9-

-Apri la bocca- mi ordinò il medico ed io lo feci. Lui Mi guardò all’interno della bocca e dopo mi puntò una luce nei bulbi oculari.
Si fermò un attimo a pensare e poi mi rivolse una domanda -E’ la prima volta che ti succede, piccola?-
Io lo fissai sbalordita non capendo a cosa si stesse riferendo allora fu mia madre a rispondere:
-Prima di tutto non è una bambina! E’ maggiorenne e quindi la tratti con un po’ di rispetto in più e poi non capisco cosa ci sia di strano se mia figlia è un tipo energico-
-Signora Lovato, si calmi. Non le sto dando nessuna colpa. Sto soltanto dicendo che non è molto normale che una ragazza stia sveglia 24 ore senza essere stanca-
Mia madre sospirò esasperata e quell’uomo con i capelli brizzolati e gli occhiali si rivolse a me:
-Ti era già capitato?-
-Ma sì…molto spesso-
-E ti è mai capitato di avere periodi in cui ti sentivi stanca? Così avvilita da non poter far nulla?-
-Si…-
Lui annuì con tono grave ed io cominciai a sentirmi a disagio.
-Che cos’altro ho?- pensavo mentre muovevo le mani nervosamente.
Lui mi guardò negli occhi e disse che ero bipolare. Lo fissai a lungo cercando di capire dalle rughe del suo viso se ero grave e se sarei morta.
Bipolare. A sentire questa parola sembrava la descrizione di una calamita e cosa c’entravo io con una calamita?
Ah forse lo sapevo…non facevo che attirare guai.
-E’ una patologia che porta il paziente ad avere periodi di sfrenata energia e altri di completa depressione-
-E allora quale è la cura?- gli chiesi impaziente.
-Beh non c’è una cura vera e propria, potresti prendere dei farmaci per stabilizzare l’umore…-
-Da cosa è stata provocata?- chiese mia madre preoccupata
-Le cause possono essere tante: una perdita o abusi fisici-
Io abbassai lo sguardo colpevole. Avevo capito di essere stata il mostro che aveva distrutto il mio corpo. Il medico uscì ed io crollai.
-Tesoro sta tranquilla- mi disse mia madre mettendomi una mano sulla spalla -ci abbiamo vissuto finora…continueremo a conviverci!-
Mi abbracciò e mi sorrise. Non c’era nulla da fare…tra quelle braccia mi sentivo davvero forte e avrei potuto persino distruggere le montagne.

Riley gridò: -Su silenzio, sta per scoccare la mezzanotte-
Tutti i ragazzi che stavano ballando si fermarono e corsero davanti al minuscolo televisore posto in quella sala.
Cominciarono a gridare i numeri.
5
4
3
2
1
In quel secondo, proprio in quell’istante, tutto cambiò. I ragazzi gridarono, ballarono e lanciarono stelle filanti. Intanto da fuori udivamo il rumore assordante dei fuochi d’artificio.
Avevo sempre amato quella festa. Tutti quei rumori e quei suoni mi trasmettevano speranza.
Le persone di tutto il mondo nonostante tutte le difficoltà che avevano avuto si fermavano lì a festeggiare augurandosi che l’anno che stava iniziando sarebbe stato migliore.
Eppure in quell’occasione non riuscii a pensarla così. Tutto quel baccano mi sembrava vuoto, inutile, spento. Forse perché nel mio cuore non albergava più la speranza.
Cominciai a piangere disperatamente.
-Come ha fatto la mia vita a diventare così? Come ha fatto a precipitare in questo abisso?- mi chiedevo tra i singhiozzi.
E mentre il mondo festeggiava io ero lì, disperata e sola. Tremendamente sola nel mio dolore.
Andai in corridoio e telefonai a mia madre. Lei per fortuna rispose al primo squillo.
-Mamma…io sto male-
-Demi…tesoro dimmi tutto-
-Capisci? E’ cominciato un anno nuovo ed io sono ancora qui. Comincio a credere che non uscirò mai…-
-No, cara, calmati. Tesoro ascoltami! E’ vero, è iniziato un nuovo anno e tu ti stai impegnando per iniziare una nuova vita. Rifletti su questo: l’anno scorso eri ancora malata e ora sei vicina alla guarigione…molto vicina-
Le sue parole mi diedero la forza di sopravvivere.
-Grazie mamma, sto meglio-
-Se fossi lì ti abbraccerei, ma…facciamo così perché non ti addormenti immaginando il tuo prossimo Capodanno?-
Annuii e tornai nella mia stanza.
Dopo essere stesa nel letto cominciai ad immaginare: mi vidi su un palco con un elegante abito nero ad esibirmi, ma non era un palco qualsiasi, no, era il Madison Square Garden.
Sorrisi soddisfatta e prima che il sonno avesse la meglio su di me espressi un desiderio.
-Dio ti prego, fa che ciò che ho immaginato prima si avveri e che il prossimo Capodanno lo trascorra fuori di qui.-
I miei occhi si chiusero e le mie parole sottoforma di una splendida luce blu, magica come la speranza, salirono al cielo, si confusero con le stelle ed i fuochi artificiali e si dissolsero.

To Be Continued…

TESTI E TRADUZIONI © RIPRODUZIONE RISERVATA

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